Mi scuso innanzitutto con Leo se l'immagine postata non è quella da lui inviata ma ho fatto del casino....chiedo venia (si dice così?)
Dopo 1 mese di pioggia oggisi vede per il secondo giorno consecutivo il sole, un miracolo.
Nient'altro da dire se non che ho preso un 27 ad un esame in cui ho portato un recenseione su uomini e donne simile a quella postata più in basso.
Unito.
E ho detto tutto.
“Iron Man”
BY LEO
Fumetti Marvel e simboli religiosi
I. La simbologia dell’ “Uomo di ferro”
“L’Uomo di rame che vedi, costui è il sacrificante ed il sacrificato, colui che vomita le proprie carni. E a lui è stato conferito il dominio su quest’acqua e su coloro che subiscono le pene”. Zosimo di Panopoli, “Sulla Virtù”, inizi del IV sec. d.C.
Tony Stark è il fabbro-sciamano.
Dalle lande desolate della Siberia fino agli antipodi polari della Terra del Fuoco e del Canada degli Eschimesi, riecheggia il mito primigenio dello sciamano e della sua iniziazione; Tony Stark è uno sciamano, e queste le prove ch’egli deve patire prima di accedere al controllo del proprio mestiere.
Iron Man è il risultato finale dell’iniziazione ch’egli compie su di sé.
L’Uomo di metallo, l’uomo che ha vinto la propria carnalità, data in pasto ai demoni nel calderone bollente dove colano e si fondono gli organi espunti dal proprio corpo devastato, e l’Uomo di carne che fu, e che ha visto le proprie braccia staccate e le gambe fatte a pezzi per essere gettate a pezzi nella pentola alchemica, si incontrano e, invertendosi, coagulandosi, raggrumandosi ed infine riaggregandosi con pezzi di filo di ferro, giungono all’Uno, all’Unità, all’androginia mistica.
Ma ciò solamente dopo aver perduto e concesso parte della propria umanità (=il cuore) ai demoni ìnferi e alle potenze ctonie della terra.
Ecco perché il luogo della rinascita è una caverna/grotta.
Ecco perché quando Stark vi esce è circonfuso di luce. Nel Protovangelo di Giacomo è affermato che alla nascita di Gesù Cristo il tempo si fermò e una luce abbagliante comparve, accecando i presenti. Al suo sparire, al suo ritrarsi docile, ecco comparire il neo-nato. Una variante di un copista del manoscritto del vangelo di Matteo recita che la stella che guidò presso il Salvator Mundi i Magi provenienti “dalle Levate del Sole”, dall’Oriente persiano, scese fino ad illuminare il bambino neonato.
La grotta come utero, la caverna come luogo in cui trascendere la propria umanità: all’uscita, dopo le prove infernali della catàbasi onirica (e reale) e la mitologica perdita di un amico-coadiutore (a cui già accennai nella precedente recensione), Stark esce rinnovato. L’Uomo di metallo.
II. I fumetti e il film: mitologia moderna
Chi è Anthony Edward “Tony” Stark?
1. Nei fumetti dell’era classica della Marvel Comics, è un miliardario americano, industriale ed eclettico inventore, nonché donnaiolo a tempo perso, che durante una visita in Indocina cade vittima di un attentato. Siamo negli anni della guerra indocinese; la paranoia contro i viet-cong non tarderà molto ad affermarsi. Viene imprigionato assieme al dr. Ho Yinsen e, benché Stark sia ferito in modo grave, viene tenuto in vita perché prepari una ‘super-arma’ (tipica ossessione dell’era Guerra Fredda). Invece, tentando la fuga ribelle, creano congiuntamente una corazza a mo’ di esoscheletro, collegata ad un pacemaker che permette al cuore di Stark – danneggiato da una scheggia penetrata troppo a fondo – di continuare a battere. Yinsen muore sacrificandosi, e l’Uomo di Ferro riesce a sconfiggere il generale Wong Chu e a fuggire. Si scoprirà in seguito che il generale era una pedina mossa dalle sottili e sapienti mani del futuro super-villain/nemesi di Tony Stark, il tale Mandarino. Iron-Man diventerà l’alter ego/guardia del corpo dell’industriale Tony Stark. Tralascio tutta la storia successiva, complicatissima e fitta di sottotrame.
2. Nasce ufficialmente comparendo in “Tales Of Suspense” n. 39 del 1963, ideato da Stan Lee e Larry Lieber (più la consulenza di Jack Kirby e Don Heck per il design della prima armatura).
3. Il film è una strabiliante vista metafisica sull’iniziazione sciamanica, desunta dal fumetto Marvel ma in gran parte riadattato (cfr. l’Afghanistan dei talebani islamici al posto dell’antiquata Indovina/Vietnam) ed è assolutamente il miglior lungometraggio tratto da personaggi della scuderia di Stan Lee in quanto ad effetti speciali.
Lo storico delle religioni Mircea Eliade probabilmente non accetterebbe il mio punto di vista, giacché un film è di per sé un’ovvia mistificazione del simbolo religioso originario, un fugace appunto decaduto di qualcosa che è rimasto nelle profondità dell’animo umano, ma che s’è perso e ha perso il suo significato.
Un po’ come le pubblicità delle crociere che promettono niente di meno che il ritorno paradisiaco all’Eden dei primordi, ma che in realtà non ti danno altro che un costoso daiquiri ai piedi di una piscina per sette giorni di ferie (l’assurdo di una piscina su una nave che viaggia sul mare mi è sempre risultato un non-sense).
Eppure, in questo lungometraggio, c’è qualcosa che ai personaggi delle B.D. targate Marvel (ma anche di quelle D.C., se vogliamo – forse eccettuando “Barman Begins”, anche se ritengo che quest’ultimo film si prendesse troppo sul serio, danneggiando l’impianto generale della storia – staremo a vedere il suo sequel imminente) è spesso mancato: un “attore”.
Non un ‘buon’ attore, ma un attore tout court.
Robert Downey Jr. è nato Tony Stark. Un Jeff Bridges rasato a zero, un buon Terrence Howard e un’ottima Gwineth Paltrow coronano il cast. Ma Downey è il re della scena. Allenatosi per il physique du rôle, trasferitosi accanto alla casa del regista per lavorare assieme alla stesura definitiva, ne è uscito con una simbiosi mistica con il personaggio (e pensare che a metà anni ’90 in casa Marvel s’era pensato alla faccia di Tom Selleck, il baffuto protagonista di “Magnum P.I.”!).
E’ talmente simile all’Iron Man della serie “Ultimate” (a.k.a. la collana che rilegge le origini e lo sviluppo delle testate Marvel con gli occhi di oggi, aggiornando gli attempati numeri “1” della metà degli anni ’60 del ‘900) non tanto da assomigliargli persino nel taglio angolare del pizzetto (particolare da poco conto), ma da atteggiarsi come Tony Stark.
Da parlare come Tony stark.
Da provarci con le donne sbruffonescamente come Tony Stark.
Da essere Tony Stark. Punto.
Insomma, finalmente, dopo il Ben Affleck dell’indimenticabile (perché indecente) “Daredevil” e l’immarcescibile (perché deve restare come pietra di paragone per le brutture megalitiche a venire) “Hulk” di Ang Lee, le buone prove di “Spider Man” di Raimi e dell’ottimo “X-Men” del regista de “I soliti Ignoti”, ecco che ci viene proposto un nuovo standard qualitativo.
Elevatissimo (anche perché vista parte dei precedenti non nego di aver tremato prima di sedermi sulla poltroncina del cinema). Gli effetti speciali della Industrial Light and Magic si vedono e l’apporto degli Stan Winston Studios si fa piacevolmente sentire come un sottofondo per tutto il lungometraggio. Stiamo parlando degli ideatori della casata Spielberg&Lucas, le cui fervidi menti partorirono i dinosauri di Jurassic Park (in preparazione il IV episodio…) e gli X-Wing di Star Wars, tanto per entrare nel merito delle lodi.
Detto questo, posso passare all’argomento che più mi preme, accennato peraltro nei paragrafi a mo’ d’introduzione posti in epigrafe al testo: i simboli iniziatici in Iron Man.
Sgombriamo il campo da un preconcetto: io non posso credere in alcun modo che tutti i registi e/o gli sceneggiatori siano imbevuti di letture psicanalitiche junghiane e di storia delle religioni. Questo mi porta al secondo punto fondamentale, che non è altro che una conferma di migliaia di studi sul caso: i simboli agiscono nell’inconscio a tutti i livelli, da sempre, per sempre, comunque e in ogni dimensione dell’agire umano – fermo restando tutte le differenziazioni culturali tra le varie organizzazioni/società storiche umane.
Tony Stark che esce dalla caverna è il simulacro della costruzione dell’Io, del raccoglimento in sé, dell’unificazione dei contrari (uomo-macchina; metallo-cuore/carne; etc…). E l’uomo che ne esce è rinnovato, nuovo di fronte al mondo (cfr. la sua nuova missione).
Andiamo avanti con le suggestioni che possiamo trarre dalla letture comparata del testo zosimiano citato e dal metatesto cinematografico.
Un passaggio recita così:
“Osserva attentamente da quale lato si raggiunge l’ingresso al tempio, impugna una spada e cerca in tal modo l’ingresso. Giacché il luogo che dà accesso alla porta del tempio è stretto ed angusto. Accanto alla porta è adagiato un drago: il guardiano del tempio. […] Uccidilo. Poi scorticalo, prendi la sua carne insieme alle ossa all’ingresso del tempio; costruisciti in tal modo un gradino […] entra e là troverai ciò che cerchi: il sacerdote, l’uomo di bronzo, che tu vedrai nella fonte comporre la cosa. Costui non lo vedrai però come tale, perché ha mutato i suoi colori naturali ed è divenuto d’argento; e se vuoi, presto avrai l’uomo d’oro”. [Cito dall’edizione curata da Carl Gustav Jung, indicata più avanti]
La lotta sempiterna dell’eroe impegnato mortalmente a duello con il dragone-antagonista (nel nostro caso il terrorista che nei fumetti è meglio noto come il Mandarino) fa capolino anche in questa messinscena alchemica. Al termine, da sempre, battuti i primordi totalizzanti dell’inconscio collettivo e dell’inconscio personale tout court, l’eroe vittorioso (magari ferito e barcollante, come è giusto) esce alla luce del sole, ovvero, come dice Jung nel commento al testo alchemico di Zosimo, “la coscienza si illumina e percepisce […] che il processo di trasformazione ha luogo all’interno del tempio, cioè della testa […]. Il superamento di queste tappe si accompagna a un graduale accrescimento di valore”. [Da C. G. Jung, Opere 13. Studi sull’alchimia – Le visioni di Zosimo, p. 106-107, Torino, Bollati Boringhieri, ristampa 2007].
Il punto che più colpisce tra l’equivalenza Iron Man-sacerdote dello scritto zosimiano è l’inquietante equazione sacrificante=sacrificato.
Il fatto che Tony Stark debba operare letteralmente su di sé per sopravvivere – la scheggia mantenuta a debita distanza dal cuore grazie ad una generatore di polarità magnetica; questo nel film, leggermente differente rispetto all’originale – e che l’organo deputato sia il cuore, centro dell’emotività (ma anche dell’intelletto secondo il pensiero greco-romano), non è altro che il parallelo dell’autosacrificio alchemico filtrato dal cristianesimo. Cristo immola se stesso per risorgere dal buio della caverna di Giuseppe d’Arimatea. Il nodo alchemico è lo smembramento del corpo, o per lo meno di una ‘pars pro toto’ (in Zosimo lo scotennamento, altrove altre parti del corpo; nel cristianesimo la rottura delle articolazioni delle membra sulla croce). Lo smembramento è una parte centrale dei riti orgiastici dionisiaci: anche qui abbiamo, pur con tutte le ovvie differenze e con le debita annotazione dell’esistenza di più varianti, un dio (Dioniso) che si immola vittima. I Titani lo fanno a pezzi e lo gettano nel calderone – tutti elementi ben presenti nei sogni dell’iniziazione sciamanica asiatica ed americana. Ed è il suo cuore che Era riesce a salvare all’ultimo momento, lo stesso organo da cui – dopo la punta più bassa dell’esistenza nel buio della caverna-prigione – riparte la rigenerazione starkiana. Non possiamo soffermarci su tutti i casi documentati di smembramento mitologico, iniziatico e rituale: si va dall’impagliamento della pelle d’un bue ad Atene, poi fatta bruciare di fronte ad un tempio, ai casi di Mani, Attis, Marsia, etc., spaziando dagli sciti agli aztechi, cinesi e amerindi patagonici, senza contare i casi letterari ed epici.
Possiamo anche far notare gli stessi colori dell’armatura di Iron Man, testimoniati nello stesso film: acciaio (ma il colore può anche essere un preludio all’argento), giallo-oro, rosso-rame. E’ chiaro che il simbolismo del colore dei metalli non è per nulla casuale, ma testimonia il crescere di una coscienza interiore che sa venire a patti con il proprio modello inconscio e distruttivo (Stark non rinuncia alla tecnologia bellica, sprofondando nel piatto opposto del pacifismo, ma la piega al proprio servizio, ad un “bene” di cui egli stesso sa farsi promotore): la versione definitiva è un mix del rame e del giallo-oro, segno che egli non ha raggiunto la perfezione (che equivarrebbe alla rinuncia ascetica del mondo), ma che sa mantenersi in pieno equilibrio tra la lotta degli opposti e dei contrari (es. mondo-solitudine, guerra-pace, conflitto-pietà, uno-molti, etc…).
Infine, concludiamo notando a) che i nessi tra sciamanesimo, alchimia e la metallurgia dei fabbri è strettissimo e ben evidenziato nelle opere di Jung ed Eliade tra i molti citabili, b) che Stark assomma in se’ anche le qualità che nello sciamanesimo asiatico vengono spartite tra la figura prototipica del fabbro e quella dello sciamano: forgia su di sé, a partire dal cuore, cioè dalla regione da cui si origine il motore della tecnologia (il punto da cui si origina il controllo dell’apparato respiratorio nello yoga asiatico) la propria corazza, il proprio Se’;
c) resta però il fatto che l’esteriorizzazione del processo mentale/alchemico dell’individuazione a sèguito dello sviluppo dell’omuncolo mentale, ponga Stark in uno stato sì superiore alla media umana, ma lungi dal raggiungimento della pace interiore: il saggio yogin che medita acquisisce poteri (le “siddhi”) che lo rendono simile ad un dio, ma dai quali deve fuggire e disfarsene per poter essere superiore agli dèi, per poter lasciare finalmente questo regno dominato dalla Maya, dall’illusione, e confluire nell’alveo dell’ente che è, paradossalmente senza essere, nel tempo. Stark resterà l’Uomo di Ferro, non rinuncerà ai suoi ‘poteri’, resterà dipendente dall’alcool, e oltre la facciata borghese del benessere americano e dell’uomo di successo si celerà la spessa coltre dei problemi sociali che hanno attraversato il Vecchio ed il Nuovo Mondo tra gli anni ’80 e i ’90 dello scorso secolo.
III. Excursus finale: tra riflessioni sull’intelligenza informatica e sulla corporeità
In una storia del 1994 scritta da Len Kaminski e disegnata da Tom Morgan, Tony Stark viaggia nel cyber-spazio per capire chi s’è infiltrato nella rete per diffamarlo, e scopre che chi si trova davanti è un’intelligenza telematica autonoma, di nome Vor/Tex. Questa disconnette la mente di Stark dal mondo esterno e dal suo corpo, prendendo possesso dello stesso. Vor/Tex pare gingillarsi e lambiccarsi con ogni possibile ed orgiastico piacere corporeo (donne, alcool, cibo etc…: il bello di essere vivo e non macchina). Stark riprenderà dapprima corporeità fisica grazie ad un esoscheletro provvisorio, scaricando nell’hardware la propria coscienza ed affrontando in singolar tenzone il suo corpo/Vor-Tex: come può però battere il suo stesso Corpo-Iron Man dominato dal maligno PC ambulante? Semplicemente picchiandolo! La macchina “decide” di “morire” come coscienza cibernetica perché il dolore della vita umana è troppo, dopo un po’ di vomito a seguito del suo “godersi il cibo e l’alcool” e qualche pugno e calcio. L’uomo è di gran lunga migliore della macchina. Stark ‘downloaderà’ poi la propria coscienza nel suo corpo, trovandolo devastato dagli abusi della macchina; lui che era riuscito a guarire da poco dall’alcoolismo!
Se vi state chiedendo che cosa c’entri questo con il film la risposta è “nulla”. Se vi state chiedendo quanto fossero avanti gli sceneggiatori della Marvel nel 1994 (cfr. la realtà virtuale, Internet e la rete telematica, il discorso sulla corporeità à la Marcel, esistenzialismo francese e filosofia odierna…) la risposta è “tantissimo”. Altro che Asimov. Se volete capire come saranno tecnologicamente i prossimi 10 anni, andate in edicola e leggetevi un fumetto della Marvel. Lascio aperto uno spiraglio su qualche appunto sparso sulla saga del clone dell’Uomo Ragno…
IV: Appendice sull’alcoolismo
Ecco il primo giorno del ritorno al lavoro di Stark dopo la disavventura con Vor/Tex, mentre tutti hanno visto come si è comportato al lavoro (ma era dominato dall’intelligenza artificiale!) e credono che si sia assentato per i soliti trambusti alccolici. “Un passo per volta. Posso farcela. Sei tornato alle Stark Enterprises. Ti sei tolto l’armatura e rimesso il vestito…puoi camminare fino al tuo ufficio senza sembrare un povero ubriaco. Ma chi prendo in giro? Lo sanno”. Poco oltre, una volta in ufficio, Stark vede una bottiglia di bourbon sul tavolo della scrivania: “Tanto vale finirla. Oggi mi spetta. Io…Buon Dio. Cosa sto facendo?!” Chiama la segretaria, chiedendole di portarla via: “La prego…Porti…quella…fuori di qui…” “Per poco. Non posso più fidarmi di me stesso”.
[Fonti: “Terminal emulation” e “Signal to noise”, dalla serie Marvel U.S.A. Iron Man 308 e 309, risp. settembre e ottobre 1994; in Italia “Emulazione terminale” e “Rumore di fondo” da Iron Man e i Vendicatori n. 2, aprile 1996, ed. Marvel Italia]
P.S. : L’ANGOLO DELLE PILLOLE DEL FILM
1) Sì, c’è anche la canzone celeberrima dei Black Sabbath “Iron Man” (dall’album “Paranoid” del 1970), posta come omaggio in coda al film durante i titoletti che tutti saltano per andare a casa, perché scade il parcheggio e si deve far presto.
2) Sempre quasi ai titoli di coda (quando ormai sei già in macchina perché se non fai in fretta giri tre ore per cercar parcheggio sotto casa tua, e la benzina costa ormai come l’adamantio di Wolverine), il prode Nick Fury, già rivelatosi agente dello S.H.I.E.L.D., la segretissima agenzia inter/para/super-governativa dell’universo Marvel, fa trapelare un evidente richiamo al gruppo dei Vendicatori (quelli con Thor, Captain America, Hulk a volte, Occhio di Falco, Scarlet, e una tonnellata di altri supereroi).
3) In una scena c’è lo scudo di Captain America.
4) In un’altra compare Stan Lee, il Pater familias della Marvel nonché ideatore nel 1963 del personaggio di Iron Man, attorniato da due modelle e scambiato per l’editore di Playboy Hugh Hefner .
5) Nella colonna sonora composta da Ramin Djawadi il chitarrista hard rock che suona tutte le chitarre è Tom Morello, ex Rage Against the Machine e Audioslave (che già aveva suonato chitarra e basso con Jimmy Page e Puff Daddy nello score/remake di “Kashmir dei Led Zeppelin, buona colonna sonora del –pessimo– “Godzilla” girato da Roland Emmerich nel 1998; ricordiamo anche i Jamiroquai con “Deeper Underground”)
6) Samuel L. Jackson compare interpretando Nick Fury: nella serie Marvel “Ultimates” il disegnatore Bryan Hitch si era ispirato proprio a Jackson per le fattezze del Fury della nuova serie!
REGIA: Jon Favreau
ANNO: 2008
GENERE: Avventura; Fumetti
VOTO: 8+ per l’avventura; 10 per l’ambito fumettistico
[SCONTATO MA DEVO DIRLO NUOVAMENTE] QUANTO ROBERT DOWNEY JR. E’ TONY STARK: 10+++
CONSIGLIATO A CHI: vuole passare 126’ guardando il miglior film tratto da fumetti della Marvel (che ora è passata a produrre da sé i suoi film: attendo il nuovo “Hulk” imminente, con Bruce Banner-Edward Norton e il grande Tim Roth nel ruolo dell’Abominio!]
TUTTI I FILM IN ORDINE ALFABETICO
martedì 10 giugno 2008
IL FABBRO, LO SCIAMANO E L'UOMO DI FERRO: IRON MAN
Pensato da
Deneil
a
14.08
Di che si parla Avventura, Fantascienza, Favreu Jon, Film, Fumetti
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11 commenti:
Complimenti!!!
Applausi per quella che considero la migliore recensione letta su Iron Man che anche io ho messo nell' Olimpo delle trasposizioni cinematografiche dei personaggi Marvel!
Ed il fatto che la Casa delel Idee abbia deciso di iniziare a prodursi da se i film dei sui pargoletti rende ancora più concreta la possibilità che si crei un universo Marvel cinematografico (su IMDB Robert Downey Junior è accreditato nel cast del nuovo Hulk nel ruolo di Tony Stark!!!) ^__^
Che popò di analisi su un film apparentemente poco profondo!
Io mi sono divertita un botto, e non amo molto i film tratti dai fumetti. Downey Jr è un mito!!!
Innanzitutto: Long LIVE R. DOWNEY Jr. E si'...ha ragione Ale55andra, è davvero un grande attore, qui è rinato...
Spero solamente di aver reso giustizia al film (ma sono qui apposta per ricevere anche critiche, basta che siano costruttive):
@weltall: l'universo Marvel cinematografico unificato potrebbe essere la Next Big Thing nel mondo delle trasposizioni dei/dai fumetti. La comparsata di Downey in Hulk potrebbe dare il "la" ad una nuova concezione di "sistema citazionistico" nei film: finalmente se deve comparire Spider-Man sarà Tobey M./Peter Parker ad interpretarlo (non so se l'esempio vale, perche' il brand di Spider-Man e' precedente alla nuova gestione cinematografica de lla Casa delle Idee)...Speriamo bene [per tacere delle reunion o dei gruppi, degli spin-off, dei team-up...]...spero solo che non accadano due cose: A) che non compaia Kingpin/M. C. Duncan visto in "Daredevil" del peraltro ottimo attore visto in Sin City e Il miglio Verde (non per razzismo, ma che diamine, Kingpin e' un boss d'antan!),
B) che Colin Farrell non re-interpreti Bullseye; C) CHE BEN AFFLECK NON FACCIA MATT MURDOCK!!!
casualmente parliamo sempre dello stesso film... :-)
[eccettuando l'indecoroso "Hulk"vers. 1.0]
@Ale55andra: l'analisi era doverosa, io stesso mi sono stupito tantissimo al cinema a veder sciorinati cosi' tanti simboli (che sto analizzando per la mia tesi di laurea...il mondo è piccolo! RECENSIONI-LIBERE SERVE: anche la recensione precedente di "Uomini e donne" di Deneil è stata in parte usata per una esame...amche se IMHO il suo valore era di gran lunga maggiore del voto espresso..."Uni.TO", ci siamo capiti!) in un film tratto dai tanti disprezzati/sbeffeggiati fumetti (un grazie ad Umberto Eco per averli sdoganati come VERO genere letterario)...certamente ritengo che Iron Man abbia molto piu' spessore di tanti altri blasonati "filmetti d'autore".. O forse sono io che ci vedo tutti quei symbola ;-)
Ancora grazie per i post(s).. e
mi sono divertito "un botto" anch'io nello scrivere la rece!
LEO
PS @ Deneil: l'immagine di copertina va benissimo! anzi, meglio, essendo la locandina del film!
Leo
Io son contento perché i tuoi posts stanno divenendo un poco più frequenti di prima...
Bye!
@ Tommaso d_b: si', le mie recensioni non sono mai state molto numerose...pero' se vai negli archivi di "Recensioni-Libere" troverai altre mie rece, a partire da "Un'altra giovinezza" di Coppola...passando per "il signore degli anelli", "Il padrino 3logia", "Alexander" (titanica impresa con Deneil!), "Il vampiro 3film", "jurassic park 3logia", "Il falso ribelle", "Topografia del cambiamento 5film", "Elizabeth", "il seme della follia" e altri a venire...
OK, SCUSATE: era pubblicita' per il sito e uno spoiler becero sulle mie rece! ;-)
Leo
sono un grande appassionato della Marvel...Splendida recensione e i miei complimenti
GBDAN84@yahoo
Film decisamente molto bello e ben fatto! Sono pienamente d'accordo con te su Robert Downey Jr.: fantastico! Ciao, Ale
...ringrazio daddun & GBDAN84 e mi associo alle lodi generali del film (confermate anche da un mio vecchio amico visto di recente)
Leo
Sarai mica un patito dei simboli?!? :)
Bravo, bel lavoro anche questo.
Klaudicante78
Complimenti per la recensione.
Hai/ avete cambiato blog/sito? I post sono dannatamente vecchi. Peccato, avevo appena iniziato a leggerti. Continuerò a vedere prossimamente se ci siete anc.
Alberto
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