sabato 4 agosto 2007

THE GRADUATE- IL LAUREATO


Benjamin è un pesce fuor d’ acqua nella società di oggi.
Per quanto si sforzi, tra i suoi parenti, tra gli amici di famiglia, persino nella sua piscina vestito da sub, Ben si sente mancare il respiro.
In hotel, indeciso se chiedere una stanza dall’ angolo della reception per entrare finalmente a far parte di un mondo non suo, Ben dice di non essere un invitato.
Finalmente in grado di respirare Ben passa dal letto con la sua amante al letto di casa sua, fino ad arrivare al materassino in piscina dove ammette che: “Sto andando alla deriva, comodo andare alla deriva qui” .
Alla notizia dell’ invito della famiglia Robinson a casa sua Ben ricade in acqua, di nuovo incapace di respirare all’ aria aperta, tenta di fuggire al canto della bella sirena, ma scopre che solo lei può dargli quell’ ossigeno di cui tanto necessita.
Ma il peccato originale non si cancella, il prezzo da pagare per aver tentato di entrare in un mondo non suo è la perdita di tutto, compresa la meravigliosa sirena che si allontana velocemente dal peccatore per cercare di avvicinarsi a sua volta a quel mondo estraneo dove regna un ragazzo distinto dai capelli impomatati e la pipa in bocca.
“Tutta la mia vita è un tale niente, tempo buttato. […] È capitato, un’ altra cosa che è capitata come tante altre”.
Ma le fiabe, si sa, hanno tutte un lieto fine.
Penserete che io sia impazzito.
Penserete anche, lo so, che sono diventato dislessico, o qualcosa del genere, ma se siete arrivati a questo punto sapete che non è così.
Penserete, di questo ne sono sicuro, che un tale capolavoro non merita una così insensata recensione.
Pensate quello che volete.
Credo che almeno tre quarti di voi abbiano visto questa pellicola (no? e cosa aspettate? Non riducetevi come me a vederla solo ora!) e che almeno la metà dei cineblog abbia una recensione del “Laureato” in bacheca.
Credo che sarebbe stato inutile mettermi li a spulciare i vari wikipedia, mymovies o quello che volete per tirarne fuori la solita recensione che potete leggere da qualsiasi parte.
Certo, la regia di Mike Nichols è meravigliosa a tal punto da vincere un oscar (strameritato dopo il lavoro fatto anche per “Chi ha paura di Virginia Woolf”), due scene per tutte: quella dell’ addio della signora Robinson appoggiata ad un angolo mentre la telecamera si allontana e quella della discesa in piscina di Ben con la maschera (senza contarne un' altra decina).
Senza dubbio Dustin Hoffman fa impazzire con una recitazione a dir poco perfetta, la Bancroft è una bomba di sensualità e la Ross è la dolcezza fatta ragazza.
Sicuramente certi dialoghi (uno sta proprio qui dal caro Steve) e certe scene meravigliose non possono non essere ricordate: l’ annuncio di Ben ai genitori della sua volontà di voler sposare Elaine (a tal proposito mi chiedo perché Steve non l’ abbia già messa nel suo archivio!) e la scena finale del matrimonio (poi ripresa nei Simpson con nonno Simpson a cercare di evitare il matrimonio della sua amata con il signor Burns).
Ma volete mettere il gusto di sedervi tranquilli e godervi una delle più belle commedie della storia del cinema con una colonna sonora mai così perfetta (Simon e Garfunkel signore e signori!) senza altra preoccupazione che non sia il domandarvi se Deneil nell’ inizio di quella cazzo di recensione sul “Laureato” ha scritto qualcosa di davvero sensato o abbia voluto prenderci in giro un po’ tutti?
Benjamin è un pesce fuor d’ acqua nella società di oggi.
REGIA: Mike Nichols
ANNO: 1969
GENERE: Commedia
VOTO: 10 (senza alcun dubbio!)
QUANTO è FINE ANNI 60: 9
CONSIGLIATO A CHI: Vuol vedere un meraviglioso classico del cinema incredibilmente ancora attuale, vuol assistere a una delle recitazioni migliori di Hoffman, vuol sentirsi dire dalla propria ragazza: “Ma tu lo faresti per me?”

12 commenti:

Miky ha detto...

bellissimo film e un Dustin Hoffman intramontabile anche a 70anni suonati!!

Gianmario ha detto...

Si si si grande, anche perche' va avanti senza fretta, cioe' ti da il tempo di gustartelo. Ma che sto dicendo? Ah si, grande comunque!

filippo ha detto...

Ehm...mi vergogno un pò...ma io non l'ho ancora visto...
Provvederò al più presto...^^

Deneil ha detto...

Miky pienamente d' accordo!n grande film da manuale anche registicamente parlando!
Gianmario ho inteso e sono d'accordo, ci si gusta ogni momento di questa pellicola, ogni inqudratura, ogni dialogo!
Filippo non ti preocupa io l' ho visto per la prima volta l' altro giorno, ma ora che sai rimedia in fretta!

Anonimo ha detto...

Bu!sai che il laureato mi manca???ciao, saretta

Deneil ha detto...

e sai, allora, che dovresti assolutamente averlo?a te, ne sono sicuro, piacerebbe molto, soprattutto per il modo in cui lui affronta il suo disagio famigliare in modo a dir poco non convenzionale!

zed ha detto...

Bè, un caposaldo della cinematografia. Ancora modernissimo, nonostante alcune tematiche "antiquate", e spregiudicato. Uno di quei film che so a memoria, tante le volte che l'ho visto :)

Deneil ha detto...

Molti mi dicono di queste tematiche antiquate, molto anni '60, a mio parere la pellicola ha sicuramente qualcosa che lo fa riconoscere com un film anni '60 (a parte l' incredibile colonna sonora), ma affronta tematiche ancora attuali, io ogni tanto, mi sento ancora come dustin quando rientro a casa, poi ovviamente c' è la storia d' amore tra i due che profuma molto di anni '60, ma se vai a vedere ancora oggi molti film ci si ispirano quindi..quindi gran film punto e basta!lo rivedrei volentieri come zed un migliaio di volte!

Anonimo ha detto...

"Il laureato". Punto. Stupendo.

Evitero' qualunque commento assurdo su tale magnifico capolavoro, e punterò a qualcosa di diverso(spero). ANTICIPAZIONE: chi non vuole leggere tutto questo, salti pure: in ogni caso si tratta della solita recenzione lusinghiera, con un filo di psicologia. Ma non posso esimermi - nè evitare - dall'essere banale: troppi ne hanno già parlato.
Punto A)
Folle come abbia anticipato la gloria, l'apogeo, e il declino immanente e già insito nel movimento studentesco iniziato nel '68, e terminato in mille rivoli più o meno fecondi dei primi anni 70. L'affittacamere a Ben: "Sei uno di quelli? Un agitatore?? Io qui non li voglio". Aggiungo solo questo: notate la scena finale: leggetela come un pretesto per metaforizzare gli eventi del '68 (ma il film è del '67!!!)=cioè, il tema dell'inseguire il verso opposto alla corrente per fare ciò che si vuole. Ma non si può scappare da ciò che si è, rifiutare tutta la società, la propria educazione. Tralascio l'infragersi del sogno tra 69 e 77 (ossia tra l'inizio della diffusione delle droghe e la nascita del punk). Il metal, un esempio tra 1.000 possibili, nasce da lì, dalla disillusione di un gruppo di giovani nei confronti della controcultura. Grandi speranze promesse in pochissimo tempo, pochi cambiamenti durante anni (a posteriori risulta ovvio valutarle come fossero state sempre e comunque enormi conquiste, sia chiaro): e la musica s' "ispessisce". Cfr. i Black Sabbath (l'omonimo album del 1970), i Deep Purple (del 1970 l'album "In Rock"), i Led Zeppelin che portano avanti il discorso dei Cream di Clapton ("hard-blues?"), ma in modo molto più massicco e forte, etc. Perchè?!? Guardate attentamente come si spenga il sorriso della signorina ex-Robinson (ricordiamoci che Benjamin arriva un secondo troppo tardi per pronunciare "Io!" alle parole dell'officiante "...se qualcuno ha da obiettare, lo dica ora, o taccia per sempre!". ergo, la signorina Robinson è già sposata...con un altro). Guardiamo per la centesima volta come invece il volto di Hoffman-Ben resti imbambolato per un periodo più lungo. Solo quando lei sembra farsi più seria dopo aver realizzato la follia momentanea del gesto compiuto e, come minimo e naturale che sia, ha un ripensamento, Ben si fa un filo truce ed errabondo in viso. Cioè: Non andrà bene. Non può. L'inconscienza giovanile ha reagito ad uno sfogo (il gesto di Ben di rimpiazzare la madre con la figlia) con un altro sfogo (scappare da tutti e tentare l'intentabile). Non funzionerà perchè la madre di lei - e dopo l'iniziazione sessuale "madre-amante" di lui - resterà hic et nunc ad libitum in lui. Classica possibilità di realizzazione di un incesto edipico, per la psicoanalisi freudiana. Difatti non potendo sposare la madre, o stabilizzare l'attualità sessuale dei loro incontri fugaci, può solo, al termine di un corto circuito emozionale, ottenerne la figlia - copia della madre, non in senso qualitativo ma di compresnsione della realtà da parte di Ben(spettacolare la scena della discussione mancata tra Ben e la sig. Robinson, del tipo "Parliamo di qualcosa": lei - ovvio- vuole solo fare sesso per la propria giovinezza passata).
Punto B) Ben in macchina alla prima uscita combinata con Elaine: lo stralcio riportato anche da Deneil. Geniale. Vale 10 volumi polverosi di psicologia. Sull'avventura con la "donna matura" :Ben - "Una di quelle cose che capitano". Quanta gente passa così la propria esperienza sessual-sentimentale oggigiorno - ma in un archetipo da sempre connesso all'essere umano?? Sempre si sbaglia, da sempre, sempre si vuole fare meglio, ma si cade. E intanto la vita ti passa addosso, e ti pesa addosso, senza conoscere di più nè il proprio corpo, nè la propria mente, nè l'amore, nè il sesso - e questo anche se si praticano entrambi.
Punto C) La colonna sonora. Spiazzante. Incredibile. Una delle migliori in assoluto. Forse solo il tema di "The Mission" di Morricone (con Robert De Niro) è riuscito a segnare con così tanta perfezione l'andamento dell'opera. Ma "Mrs. Robinson" si attacca in gola. E chi non l'ha fischiettata dopo il film?!?
Perdonatemi questa divagazione, ma è un film splendido e stupefacente. Ridondante, lo so. Per il resto, tutto esattamente come ha descritto Deneil. Per me, un bel 10 (con la lode per la colonna sonora e i dialoghi).
PS: sia chiaro, non sono assolutamente contrario al movimento sconvolgente del '68, ho inteso solo leggerlo prematuramente con la chiave di un film, meglio, di un finale di un film, che con così enorme bravura ne ha capito(forse meglio di altri e più blasonati "movies")ed anticipato la gloria e - soprattutto - la caduta. Perchè - concludo - coelum non animum mutant. Se Ben non ha dentro il senso, e non l'ha trovato perchè non l'ha cercato con attenzione, non lo troverà sostituendo alla madre la figlia=il 68 sostituendosi ai padri, è rimasto ingolfato, non potendosi non trasformare a sua volta nei padri. Sic transit gloria mundi.
CHIEDO, ORA, PERDONO PER QUESTE DIVAGAZIONI SENZA CAPO NE' CODA.

Leonardo

Deneil ha detto...

io dico solo questo è leo.
prendere o lasciare.
io prendo prendo prendo.
Una recensione nella recensione.
leggetela.

Luciano ha detto...

Quando vidi questo film per la prima volta al cinema, l'emozione fu talmente intensa che rimasi seduto per rivederlo. Ogni tanto ho bisogno di vedere almeno l'incipit della piscina: è come una droga che mi dà coraggio.
Film straordinario e colonna sonora mitica. Ottima recensione.
A presto.

Deneil ha detto...

Al cinema luciano?? Avrei voluto esserci anch' io, dev' esser stato fantastico!Un film meraviglioso, con una colonna sonora meravigliosa (ma la musica di quegli anni è continua fonte di ispirazione per me) e una regia fenomenale a guidare un dustin hoffman indescrivibile..cosa si può voler di più??Se ti capita di ripassare di qui luciano prova a leggere anche il commento di Leo, una recensione praticamente, ma più sul lato psicologico-sociale.Ancoa grazie por i complimentos!!!!