giovedì 9 agosto 2007

IT CAME FROM OUTER SPACE- DESTINAZIONE TERRA

L’ amaro in bocca.
Ecco la mia sensazione a caldo subito dopo la visione.
La prima pellicola di science fiction diretta da quello che poi diventerà un maestro nel genere non mi convince del tutto.
Nonostante la storia sia tratta da un racconto del grande Ray Bradbury (ma tutti i miei sforzi non sono stati utili per il suo ritrovo, ne per capire quale sia il titolo della storia, dato che ogni sito dice una cosa diversa a riguardo), nonostante Richard Carlson sia un attore più che buono, nonostante certi colpi di genio registici ci siano, nonostante capisca che siamo nel 1953 e questo film è diretto principalmente al pubblico adolescenziale dei drive in, nonostante tutto ciò l’ amaro in bocca rimane.
Innanzitutto la storia: un dilettante astronomo di nome John vede precipitare nel deserto vicino a casa, insieme alla compagna Ellen, un meteorite e recatosi sul posto scopre che in realtà si tratta di una navicella spaziale, al cui interno intravede un alieno.
Ovviamente nessuno crede al suo racconto ma pian piano gli alieni cominciano a prendere il posto di alcuni umani, ne assumono le sembianze per poter prendere indisturbati i pezzi di ricambio per la loro astronave danneggiata, imprigionando gli umani “clonati”.
Un felice epilogo mette la parola fine alla breve (1 ora e un quarto circa, la durata media dei film di questo genere) avventura di Johnny.
Se da una parte l’ idea di rappresentare gli alieni semplicemente come un’ altra forma di vita, ne buona ne cattiva, in cerca di un aiuto per riparare la loro astronave è assai innovativa per l’ epoca, altrettanto male è resa la psicologia degli umani, per lo più incapaci di decidersi se aiutare o no gli extraterrestri; a tal proposito è significativo l’ esempio di Matt, corteggiatore di Ellen e commissario della città, inizialmente incredulo di fronte alle parole del protagonista, poi in cerca di consiglio da Johnny stesso e infine di nuovo avverso alle sue idee per chissà quale assurdo e inspiegabile motivo.
Lo stesso si può dire per i tempi con cui sono raccontati le varie vicende: se i primi ¾ della vicenda sono narrati con la giusta dose di suspence e avventura, il finale sembra lasciato al caso, buttato li in un angolo come un sacco di patate di cui liberarsi al più presto per non soffocare sotto il suo peso.
Anche il cast mostra i suoi alti e bassi: se R. Carlson nei panni di Johnny e C. Drake in quelli di Matt risultano assai credibili, B. Rush come Ellen è a dir poco odiosa, personaggio stereotipato tipico del genere tutta urli (non mi dite che non vi viene voglia di tapparle la bocca!) e abbracci calorosi al protagonista.
Gli effetti speciali, a parte alcune magnifiche esplosioni, risultano nella media con una caduta di tono nella visione dell’ alieno (capisco che i ragazzini volessero solo quello all’ epoca ma qui si sfiora davvero il ridicolo!)
La regia invece, pur se ancora acerba, mostra molti pregi: la visione soggettiva dell’ alieno all’ inizio della pellicola e in certe particolari scene è qualcosa di estremamente innovativo per l’ epoca e sarà ripreso e migliorato da molti altri registi più tardi così come la visione “magica e sospesa” che Arnold ci da del deserto sarà fonte di ispirazione per molta altra sci-fi a venire (basti pensare ad “Assalto alla Terra” dell’ anno successivo, ambientato proprio nello stesso luogo).
La fissa per i ragni di Jack Arnold si fa sentire per la prima volta qui (sarà poi ripresa in “Radiazioni bx distruzione uomo” e diventerà protagonista in “Tarantola”) in una breve scena, così come non mancano i tipici dialoghi semifilosofici diventati veri e propri inni di quegli anni. Ad esempio John parla con l’ amico scienziato Snell a proposito della sua visione degli alieni:
“Mi aspettavo più comprensione da voi che non dagli altri, siete un uomo di scienza!”
“Per questo sono meno incline alla magia”
“Non di magia qui si tratta ma di immaginazione, disposizione a credere che vi sono molte cose che non conosciamo”
Oppure il dialogo sulla diversità tra John e Matt:
“Vedete quel ragno? Perché ne avete paura? Perché ha 8 zampe. Perche muove la bocca lateralmente anziché dall’ alto in basso. E così distruggete tutto ciò che vi fa ribrezzo.”
Vero e proprio simbolo del messaggio principale che la pellicola ci vuole trasmettere: il diverso non è sempre avverso all’ uomo, è semplicemente altro rispetto a noi che però tendiamo sempre a identificare come nemico e minaccia.
Insomma che dire?
Sono sicuro che se non avessi visto prima “Radiazioni bx distruzione uomo” sarei rimasto più impressionato da questa pellicola, ma così non è andata e non mi rimane che constatare che Jack Arnold saprà fare molto di meglio negli anni successivi rispetto a questa seppur buona pellicola.
REGIA: Jack Arnold
ANNO: 1953
GENERE: Fantascienza
VOTO: 7 (voto revisionato dopo aver visto l' intera filmografia disponibile di Arnold: 8)
QUANTO è JACK ARNOLD STYLE: 8
CONSIGLIATO A CHI: Ama la sci-fi apparentemente ingenua degli anni ’50, non sa resistere al fascino di vedere l’ ennesimo alieno “mostruoso”.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

...ho app letto le ultime recensioni. Nessun commento, perchè il materiale e le parole che scrivi parlano da sè, come sempre.
Altro:
...dovresti iniziare a raccogliere tutte le tue recensioni in vista di una futura pubblicazione, oppure come memoria zippata per mesi. Ma tornando a cose più serie, io, da vecchio mastino da battaglia di film mandati in onda verso le tre e mezza del mattino, ti consiglierei "L'uomo che volle farsi re". Una perla sconosciuta ai più. Un capolavoro sulla piccolezza e la vanagloria umana. Oppure sulla grandezza misera dell'eroe che è dentro ognuno di noi. Ti dico solo questo: Sean Connery e Michael Caine nella loro migliore interpretazione di sempre (chi dice il contrario lo mando a beccarsi i film futuri della Littizzetto!! ;-P). Basato su un racconto di kipling.

[ps: ho anche rivisto - dopo che ne avevamo parlato - il cortometraggio "THX 1138" di Lucas, forse la cosa più innovativa che sia riuscito a fare.]
[ps3:oh, è l'ultimo appunto, giuro! Kubrick - Eyes Wide Shut: 10
Le Conseguenze dell'Amore - il miglior film italiano degli ultimi anni - 8,5...etc...lascio qui, perchè mi sto dilungando troppo, e ci sono altri 5 film visti di recente che meriterebbe 2 parole...va be', alla prossima!]

w Blaze Bayley!! (non è quello del whiskey??????!!!!!)
A presto!
LEONARDO

Deneil ha detto...

ah grande leo!riesci sempre a farmi sentir fiero di quello che faccio quando scrivo..dunque..l' uomo che volle farsi re me lo raccontò per filo e per segno mio frate un giorno e ora che m dici così credo proprio che lo cercherò..thx sarei davvero curioso di vederlo anke se alcuni ne parlan anke male..su eyes wide shut non so..lo vidi3volte a suo tempo ma non mi convinse pienamente..certo oggi lo guarderei con occhi diversi..e forse potrebbe piecermi assai!
le conseguenze dell'amore..questo lo guarderò solo perchè me lo consigli..di solito faccio fatica ad avvicinarmi a certe pellicole ma se mi dici così...le mie rece sono tutte tranquillamente salvate su una cartella nel mio pc..ovviamente pubblicarle è quasi un miraggio ma chissà..può sempre succedere di tutto.
Ad esempio può succedere che i Maiden prendano Blaze e che Blaze canti The angel and the gambler..e questa è la riprova che può davvero succedere di tutto!
6un grande!

filippo ha detto...

uff...anche questo lo devo ancora vedere...nonostanter la tua semi-stroncatura però, penso che un'occhiata la darò lo stesso...

Ps: guardalo le conseguenze dell'amore, secondo me è bellissimo...paolo sorrentino è tra i registi più bravi della nuova generazione...

Deneil ha detto...

be questo nonostante, appunto, la mia semistroncatura, è da vedere..se non altro per l' inquadratura soggettiva dell' alieno..quella è stata davvero abusata in seguito!mmmm...ben 2 persone fidate che mi consigliano le conseguenze dell' amore..sto già provvedendo!