sabato 8 marzo 2008

THERE WILL BE BLOOD- IL PETROLIERE

E con "Il petroliere" concludo la triloga delle grandi aspettative (vedere "Sweeney Todd" e "Non è un paese per vecchi").
E posso dire di concluderla con quello che a mio parere è il film migliore del lotto.
Ora tra qualche buona uscita (mi aspetta ancora "Persepolis") e magari qualche sorpresa si proseguirà durante l'anno con anche un po' più di spazio alle visioni casalinghe di classici e non.
Buona lettura!


“Il petroliere” è il classico del 2008.
È quel film che quando inizia e per un quarto d’ora non senti pronunciare una parola dici: qui o si va sul capolavoro o si muore di intellettualismi tanto alti quanto inutili.
Ma subito vedi le scintille del piccone di Daniel che batte sulla nuda roccia all’ interno di un pozzo e cominci ad avere una vaga idea del film che ti attende.
Capisci subito, dopo quel quarto d’ora, che “Il petroliere” sarà il suo film.
Di quell’uomo baffuto così solo e duro con la madre Terra (guardate la violenza che ci mette nello sradicare l'argento e poi il petrolio dal suo elemento naturale) che è Daniel Plainview.
Per un momento pensi a tutte quelle discussioni sul titolo italiano, sul fatto “che non si può, che non è accettabile, che “Il petroliere” fa ridere, che allora il film di Burton chiamiamolo “Il barbiere”, che i titolisti italiani son pazzi, che se ci fossi io vedi che roba, che il doppiaggio deve essere eliminato, che viva viva l’olio d’oliva” e dici: “Il petroliere, perché no?"
In fondo si tratta del suo film.
Sceneggiato e girato da Paul Thomas Anderson ma essenzialmente costruito su Daniel Day Lewis.
Il petroliere.
Non “Un petroliere”.
Forse con quell’articolo avrei anche avuto da ridire qualcosa ma quel “Il” riassume tutta la pellicola.
Daniel Plainview (addirittura il nome omonimo sembra richiamare lo stesso attore anche se capisco si tratti di pura coincidenza dato che il tutto è tratto da un romanzo) è Il Petroliere.
L’unico sulla Terra.
Poco importa delle compagnie petrolifere rivali rappresentate da personaggi tratteggiati con uno scalpello mal fatto, qui l’unico che conta è lui.
Non state a guardare se il personaggio del predicatore poteva essere approfondito o se si poteva guardare con più attenzione al rapporto padre- figlio.
Ad Anderson interessa solo di Daniel.
Tutti gli altri non sono nessuno.
Esiste Daniel e il petrolio, il petrolio e Daniel.
E la scena in cui Il petroliere guarda estasiato la colonna di oro nero fiammeggiante mentre il figlio diventa sordo a causa dell'esplosione del gas è la dichiarazione d’intenti più forte del regista.

Non guardatevi attorno, guardate Daniel che lavora in prima persona, guardate Daniel che prende il potere, guardate Daniel che sfida il potere, guardate Daniel salire, salire, salire e ancora salire e poi guardatelo crollare nel suo delirio di onnipotenza.
Ma mentre lo osservate crollare, proprio come in “The aviator” di Scorsese guardate ancora cosa è capace di fare.
L’ astuzia, l’ingegno, la forza fisica.
Di petroliere c’è n’è solo uno e ha la faccia di Daniel Day Lewis.
Ha le sue movenze, il suo accento, i suoi baffi, i suoi tic.
Daniel Day Lewis come e forse addirittura meglio di Leonardo Di Caprio in “The Aviator” prende la storia (del film e la storia in senso generale) e la stringe tra le mani.
La stritola e ne fa uscire il petrolio per cui vive.
Daniel Day Lewis diventa il petroliere.
Daniel Day Lewis coperto di petrolio mentre lo osserva infuocato nell’ aria è il petrolio.
E le musiche che accompagnano ogni epica immagine di Anderson sono parte di Daniel.
Non sono i rumori del paesaggio che interessano così come avviene in “Non è un paese per vecchi” ma quelli più profondi dell’anima di Daniel.
Quell’anima così grande, così abnorme che sembra sempre uscirgli dagli occhi.
Sgorgargli dagli occhi come il petrolio che ama.
Mentre viene schiaffeggiato beffardamente durante il suo battesimo ti aspetti da un momento all’ altro che si alzi e si rivolti contro quel finto predicatore, lo vedi nei suoi occhi che sta per esplodere eppure come Jack Torrance in “Shining” lo senti trattenersi fino all’esplosione finale.
La senti fisicamente quella sensazione di un uomo incapace di rimanere dentro il suo vile corpo.
Lui vorrebbe essere di più.
Vorrebbe essere come il petrolio che raccoglie: denso, viscoso, brutto da vedersi eppure irresistibilmente attraente.
E ci riesce.
Quello stronzo di Daniel non può non attirare chiunque.
Con quella strafottenza, quella rabbia covata, quella follia sempre sull’orlo del baratro nessuno spettatore è capace di rimanergli impassibile come nessun cercatore di petrolio rimarrebbe indifferente di fronte alla scoperta di un nuovo pozzo.
“Il petroliere” è il migliore della triade delle aspettative.
Tre film diversissimi che non devono essere paragonati.
Ma “Il petroliere” è il migliore.
REGIA: Paul Thomas Anderson
ANNO: 2008
GENERE: Drammatico
VOTO: 9
QUANTO è GRANDE L’ULTIMA SCENA: 10
CONSIGLIATO A CHI: A chiunque sappia resistere due ore e mezza di fronte all’ epicità di una storia magistralmente raccontata.

20 commenti:

Mthemanager ha detto...

Grande film che mi è piaciuto molto perchè è si drammatico, ma ogni tanto ti butta lì una mezza battuta o un atteggiamento di D. D. Lewis che strappano una risatina. Grandissima l'ultima sequenza sulla pista da bowling;

Shadowland ha detto...

Concordo in tutto, deneil. Film alle soglie del capolavoro.

ester moidil ha detto...

Verissimo. Però del trittico per ora ho visto solo questo.

Weltall ha detto...

Bravo Den!!!
Grandissimo film, ne sono sempre più convinto e mi spiace non essere riuscito a vederlo una seconda volta!!!
Comunque secondo me, i ltitolo originale è molto più evocativo (oltre che a richiamare gli eventi che verranno).
Quello italiano è troppo riduttivo perchè nel film si va altre la figura di Day-Lewis (anche se sovrasta tutti senza pietà ^__^): per esempio il rapporto padre-figlio che citi nella rece, l'ho trovato veramente splendido.
FILMONE!!! ^___^

chimy ha detto...

Gran film... concordo.
Secondo me la scena iniziale è addirittura superiore alla finale.

Un saluto

Mario Scafidi ha detto...

ormai è ufficiale. faccio parte di una ristrettissima minoranza a cui il film, pur non essendo dispiaciuto, non ha lasciato nulla, nè ha colpito. lo rivedrò quando uscirà in dvd, per vedere se il mio giudizio è coerente o meno.

t3nshi ha detto...

Sono saltato subito a vedere il voto. Ennesima conferma! Voglio saperne il meno possibile di questo film, tornerò a leggere la recensione quando (se) riuscirò a vedere questo film al cinema. Sigh :(

Anonimo ha detto...

Per me è pari merito con Non è un paese per vecchi, Sweeney Todd è mezzo punto sotto. Film straordinario con un Day Lewis immenso!!
Ale55andra

Luciano ha detto...

Quindi il film è piaciuto anche a te. Ed io sono l'ultimo rimasto a non averlo visto. Non so per quanto tempo mi aspetterà al cinema (nonostante gli oscar). Sto per perdermi un capolavoro :(

P.S. Recensione sempre ottima

Mario Scafidi ha detto...

daNEIL day-lewis

Frank!!! ha detto...

diciamo che mi aspettavo un capolavoro.

Diciamo che non è un capolavoro. Forse Day-Lewis è talmente bravo da far passare in secondo piano il personaggio, in un delirio d'onnipotenza attoriale. Comunque un film da rivedere che cerca piacevolmente di essere un nuovo classico sulle orme di "rapacità" o "il gigante", la prima ora è Gigantesca, appunto, i primi venti minuti, specialmente, sono perfetti.

Anonimo ha detto...

weeee cunnuto ma ku kazz sta a ddiri???? ie un firme demmerda comm demmerda stanno ie tui recenziuni me ghe te fotto quanno t'agghiappu a deneile, te sdrumooooooooo.
discc ki un ciai tiempu ppe scrivve ma ppe un fangazzo ie annari a cinemi u truovv.
ma va lavura comm ie facciu io ke me tocca sdrumma a mmerda de maiale puorc ie bestia tt er giunni co azizze er maggrebino terorista demmerda aiooooooooo

Anonimo ha detto...

Oddio, ma che è!?!??!
Ale55andra

Daddun ha detto...

Non vedo l'ora di vederlo!! Ciao, Ale

Mthemanager ha detto...

Olè è tornato!

Captain Howdy ha detto...

Capolavoro, il miglior film tra quelli che erano candisati all'Oscar, e probabilmente sara' insuperato a fine anno...

filippo ha detto...

FInalmente ho finito gli esami e posso dedicarmi alla blogsfera! :D

Cmq, contentissimo che ti sia piaciuto, a mio parere un film bellissimo, con sequenze memorabili e uno degli incipit più belli visti negli ultimi anni...

L'Arconte ha detto...

Non l'ho visto, non lo vedrò sed mi fido.
In attesa di Persepolis, ne?

iggy ha detto...

Ammetto di avere fatto anche io le stesse considerazioni sul titolo italiano! Alla fine non è stato poi così azzardato, anche se sicuramente meno evocativo dell'originale. Ci è andata bene, visto che in Spagna il si chiama "Pozos de Ambición"! ^^
Comunque, grandissimo e Lewis gigante!

Deneil ha detto...

@M:hai elencato uno dei mille pregi!
@shadow:olè!
@ester:quando vedi gli altri mi dirai se non è il migliore!
@weltall:fanculo il titolo!è un filmone e tanto basta!
@chimy:in effetti è un duro scontro..non ci avevo pensato!
@mario:DEVI rivederlo!ahahah anche a me è venuto in mente deneil day lewis..deliri di onnipotenza!
@t3nshi:attendo!
@ale55andra:per sta sopra tutti!w il petroliere!
@luciano:questo devi davvero vederlo!ne vale la pena!
@frank:è un film gigantesco su una figura gigantesca...secondo me meglio non si poteva fare!i primi 20 minuti valgono almeno due visioni!
@daddun:vengo a leggere se l'hai visto!
@captain:senza dubbio il migliore!
@filippo:sull'incipit sfido qualcuno a non essere d'accordo!
@arconte:ancora persepolis mi manca!
@iggy:e poi ci lamentiamo dei titolisti italiani!penso però che siam solo noi due a pensarla così!