martedì 25 settembre 2007

THIS ISLAND EARTH- CITTADINO DELLO SPAZIO


Va bene.
Facciamo finta di nulla.
Fingiamo che io non abbia visto questa pellicola solo perché era segnalata sulla filmografia di Jack Arnold.
“Cittadino dello spazio” fa il suo debutto in sala (anche se sarebbe sempre meglio dire al drive in questi casi) nel 1955 e si presenta fin da subito come una delle più magniloquenti produzioni di fantascienza del tempo.
Innanzitutto il colore in technicolor, cosa assai rara per la sci- fi di quegli anni che, essendo destinata essenzialmente ad un pubblico di ragazzini, non andava molto per il sottile su effetti speciali e finezze varie (il colore questo sconosciuto!).
A seguire gli effetti speciali, un ambientazione non più ristretta ad un deserto, una finta palude ed un laboratorio spoglio e scenografie imponenti.
Questa volta William Alland, produttore di “Destinazione Terra”, “Il mostro della laguna nera”, “La vendetta del mostro” e “Tarantola” (tanto per citarne qualcuno), decide che è ora di fare davvero sul serio, di elevare una volta per tutte l’ amata fantascienza a qualcosa di più che a un mero prodotto per spaventare le ragazzine nei drive in.
Alla regia si presenta Joseph Newman, regista di alcuni buoni polizieschi nei ’40 e nei ’50 ma completamente a digiuno di sci-fi fino ad allora.
La storia si basa invece su “The alien Machine” di Raymond Jones e viene adattata per lo schermo da Franklin Coen.
Pronti? Via!
Cal Meacham è uno scienziato che si occupa della commistione tra nucleare ed elettronica e viene un giorno contattato attraverso un interocitor (una sorta di telefono-video!) dal misterioso Exeter, in grado di fornirgli qualsiasi nuovo incredibile mezzo in cambio della sua disponibilità a far parte di un progetto che comprende altri scienziati per cui dovrà lasciare l’ attuale impiego.
Il protagonista accetta e si ritrova in una base sperduta nel nulla in compagnia di tanti altri illustri scienziati tra cui la vecchia compagna Ruth Adams, il buon Steve Carlson e il misterioso Exeter la cui fronte altissima e deformata fa venire fin da subito qualche dubbio sulla sua provenienza.
In seguito alla terribile scoperta sulla lobotomizzazione dei geniali professori presenti nella base per annullare la loro volontà, i tre protagonisti tentano la fuga ma Steve viene completamente disintegrato da un raggio laser mentre Cal e Ruth, convinti di avercela fatta, vengono risucchiati all’ interno di un’ astronave tramite un raggio attraente che tanto ricorda quello presente nei Simpson che ha serie difficoltà a portare Homer a bordo.
Exeter all’ interno del disco volante spiega così ai due la terribile situazione del suo pianeta, ormai quasi distrutto dagli attacchi del pianeta nemico Zargon e tenta gentilmente di convincerli a partecipare alla missione di salvataggio chiedendo perdono per i metodi spicci con cui sono stati reclutati.
La camera di convergenza presente nell’ astronave (un tubo trasparente) aiuterà i nostri ad abituarsi alla pressione di Metaluna (la terra di Exeter), “pari a quella degli oceani più profondi della vostra Terra”, prima di arrivare sul pianeta dove avrà luogo l’ incontro con il Monitore, capo supremo di Metaluna, e con il terribile BEM (Bug Eyed Monster).
Nel finale… il finale ve lo guardate voi: non sono tipo da svelare i finali io ne tantomeno una wikipedia ambulante.
Se sono stato abbastanza bravo nel raccontarvi questa storia vi sarete subito resi conto come la pellicola prenda fin da subito le distanze con il classico plot fantascientifico degli anni ’50: se fino ad allora tutto si basava sull’ incontro con il nemico (il diverso, il mostro) e sul successivo scontro con esso potrete facilmente notare come in “Cittadino dello spazio” siano due le trame da seguire, divise nettamente dalla scena della cattura di Ruth e Cal.
Nella prima parte il film si basa sul mistero che avvolge Exeter e il suo progetto, sulla scoperta dei tre ed infine sulla loro fuga, ben diversa dalla lotta a cui siamo stati abituati con il nemico, questa volta troppo superiore rispetto all’ uomo.
La seconda parte, come detto, inizia con la cattura dei protagonisti, prosegue con la scoperta della vera natura di Exeter (gli umani non fanno una piega di fronte a tutto ciò) e si conclude con l’ arrivo su Metaluna, preludio di quello che può benissimo essere considerato un passo da gigante nelle trame sci-fi dell’ epoca. Senza svelare nulla riguardo al finale si può dire che l’ alieno viene, per la prima volta in questa pellicola, visto come un essere totalmente buono.
A differenza del mostro della laguna nera o degli alieni di “Destinazione Terra” a cui si cercava di dare una giustificazione per il comportamento scorretto, spesso dettato dalle colpe degli umani, Exeter si muove semplicemente per salvare la sua gente, ormai costretta a vivere sottoterra nella tecnologicamente avanzata Metaluna, a causa dei continui bombardamenti di Zargon.
Bisogna poi far notare come, finalmente, gli alieni siano visti come una società gerarchica simile alla nostra (e non più semplici mostri con 3 occhi, 2 teste, 4 nasi, 5 braccia), con cittadini dalle personalità diverse da quella di Exeter come quella del Monitore che avvisa i terrestri della loro inferiorità che significherebbe una sottomissione ai Metaluniani nel caso della venuta di questi ultimi sulla Terra.
Infine il BEM con la sua enorme massa cerebrale scoperta e i suoi artigli, inserito in una particolare classifica che elenca gli esseri più terrificanti nella storia del cinema subito dietro ad Alien, è lo schiavo dei Metaluniani, creato da essi stessi per servirli, richiama alla mente il classico mostro a la Jack Arnold, cattivo si, ma per ottime ragioni.
Ecco, appunto, Jack Arnold.
Se si va a spulciare un po’ su internet salterà subito all’ occhio la presenza nel cast dei tecnici di questa pellicola, di molti nomi facenti parte dell’ entourage dell’ amato regista.
Dal produttore Alland al disegnatore dei costumi (Rosemary Odell, la stessa di “Destinazione Terra”), dal truccatore del mostro (Bud Westmore, lo stesso de “Il mostro della laguna nera” e di “Destinazione Terra”) al curatore degli effetti speciali non accreditato Charles Baker che lavorerà nel ’57 a “Radiazioni bx distruzione uomo”.
Ma allora Arnold che fine ha fatto?
La prima scelta ricadde ovviamente su di lui ma fu subito sostituito da Joseph Newman (molto probabilmente perché Jack nello stesso anno girò altre due pellicole) il quale, come detto, non aveva alcuna esperienza nel campo della fantascienza.
Il risultato è una regia piatta, piattissima se confrontata alla stile roboante di Arnold.
Le inquadrature sono fisse, quasi immobili, come se si dovesse girare un melodramma e se da una parte favoriscono la bellezza di certe fantastiche immagini da cartolina con sfondi da sogno, dall’ altra riescono ad annoiare nonostante ci si trovi di fronte a una storia davvero ben scritta e con buone recitazioni.
Per questo alla fine delle riprese Jack Arnold venne richiamato in fretta e furia dalla produzione, delusa delle ultime riprese sul pianeta Metaluna, e gli venne chiesto di rigirare e rimontare l’ ultima parte della pellicola (anche se incredibilmente il suo lavoro non gli viene accreditato nei titoli)
Senza farci nemmeno tanta attenzione si può notare come il film diventi, dallo sbarco su Metaluna, uno sci- fi alla Jack Arnold a tutti gli effetti: alieni molto più crudeli (il monitore), scene di tensione con i continui scoppi sulla superficie Metaluniana e soprattutto il BEM, il cui costume era stato scartato per “Destinazione Terra”, che rappresenta il classico mostro tanto caro al regista capace di spaventare l’ eroina Ruth che solo da questo momento comincia ad urlare come si deve.
Insomma che dire?
La pellicola, spesso indicata come la prima vera e propria space opera va senza dubbio a collocarsi tra i migliori film di sci- fi anni ’50 per la grandiosità della produzione, per le scenografie fantastiche di metaluna (certo sono disegni sul fondo ma quanto sono suggestivi?), per il punto di rottura che rappresenta nella figurazione degli alieni, ma la domanda che continua a girarmi in testa è : non poteva essere meglio?
Senza dubbio una regia più capace avrebbe potuto rendere meglio la tensione prima della scoperta dell’ alieno Exeter mentre questo cambio di regia in corsa fa sembrare il finale persino troppo diverso da tutto il resto; è come se durante una tranquilla passeggiata ad un certo punto una mano invisibile cominciasse a spingerti per farti accelerare sempre di più fino a farti venire il fiatone.
O una cosa o l’ altra.
Per questa volta mi accontento di un bellissimo classico della fantascienza anni ’50.
REGIA: Joseph M. Newman
ANNO: 1955
GENERE: Fantascienza
VOTO: 8
QUANTO SI ISPIRANO GLI ALIENI DI “MARS ATTACK” DI TIM BURTON AL BEM: 10
CONSIGLIATO A CHI: Vuole godersi una delle prime pellicole di fantascienza dal grande budget a cui seguirà l’ anno seguente l’ acclamato “Il pianeta proibito”.

7 commenti:

gabbermafia ha detto...

Aoooooooooooooooooo

simone ha detto...

lo voglio! dev'essere mio! (come tutta la sf di quegli anni...
con me, ogni volta che vai su jack arnold e soci, sfondi una porta aperta...
p.s. su wikipedia la voce su jack è a livello di abbozzo, se hai tempo ti basterebbe forse prendere qcsa dai post per arricchirla come si deve :)
http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Arnold

Luciano ha detto...

E' vero. Il film si può considerare la rampa di lancio de Il pianeta proibito di Fred McLeod Wilcox, secondo me il capolavoro della sci-fiction anni 50. Film di un certo spessore e, a guardarlo bene, ancora attuale, anzi, oggi che si stanno girando film tratti dalle opere di P. K. Dick (le sue maggiori opere sono state scritte negli anni 50)un remake non sarebbe male. L'inconscio dei Krels potrebbe da solo diventare trama di un film. Cittadino dello spazio resta comunque una pietra miliare per gli appsssioanti della fantascienza. Ottimo lavoro averlo ripescato (dovrò farlo anch'io perché l'ho visto una volta sola mille anni fa) e proposto. Grazie Deneil. A presto.

gabbermafia ha detto...

A chicchiiiiii

Deneil ha detto...

@simone:eheh allora continua a seguirmi perchè ho già 2 o 3 perle pronte.per quanto riguarda wikipedia ci sto facendo un pensiero..fammi finire le rece sul blog dei suoi film di fantascienza e poi rimedierò a questo buco!
@Luciano:già sarebbe ora di far un remake, senza dubbio la parte sulle psicologie dei protagonisti potrebbero essere approfondite molto seriamente oggi se già allora si era riusciti a far un lavoro mirabile!a breve ti tirerò fuori qualche altra perla!

filippo ha detto...

ok...è ufficiale...mi hai superato!

Ormai sono io che pendo dalle tue labbra in attesa di nuovi titoli Sci-fi...sono pronto a prendere altri appunti!;)

Nel frattempo sto provvedendo al recupero del mostro della laguna nera, come promesso...^^

Deneil ha detto...

eheh son gi pronto a farti scoprire altre 2-3 perle..comunque questo cittadino dello spazio è assolutamente da avere!