giovedì 11 ottobre 2007

THE SPACE CHILDREN- I FIGLI DELLO SPAZIO


Siamo nel 1958.
Jack Arnold reduce da almeno 3 successi straordinari (“Il mostro della Laguna Nera”, “Tarantola” e il fantastico “Radiazioni Bx distruzione uomo”) si butta su una storia di Tom Filer per la sua ultima collaborazione con il produttore William Alland.
Dopo aver visitato il mondo dell’ alieno in Terra (il mostro della laguna) per ben due volte, aver assistito allo sbarco di alieni in difficoltà scambiati per minacciosi invasori (“Destinazione Terra”), essere andato nello spazio per salvare i metaluniani attaccati da Zargon (“Cittadino dello spazio”), aver combattuto contro un insetto reso mostruoso dall’ uomo (“Tarantola”), questa volta il regista (e i protagonisti di questo film) se la dovrà vedere con un essere venuto dallo spazio la cui forma ormai non ha più nulla a che fare con uomini o animali.
La storia ha inizio per l’ ennesima volta (dopo “Destinazione Terra” e “Tarantola”) nel deserto ma questa volta ci si trova al limitare di esso con il mare.
I protagonisti sono, come si comprende fin dal titolo e dalle prime immagini, i bambini le cui facce appaiono una dopo l’ altra su uno sfondo di luminose stelle.
In poche parole i genitori di Bill e Ken si sono appena trasferiti in una sorta di campeggio provvisorio, luogo dove il padre (un passabile Adam Williams) ha trovato un nuovo impiego come collaboratore per la creazione e il lancio di un satellite- bomba che, una volta nello spazio, potrà essere usato come arma di difesa- attacco contro ogni Paese del mondo.
I ragazzi arrivati sul posto notano subito una luce e un suono provenire dallo spazio e insieme agli altri bambini conosciuti da poco si recano in una grotta nascosta nella quale trovano una sorta di uovo- cervello illuminato che sembra ipnotizzarli tutti.
Da questo momento in poi i ragazzini tenteranno in tutti i modi di difendere la “creatura” dotata di strani poteri in grado di fermare chiunque voglia distruggerla e capace, forse, di bloccare persino il lancio del missile.
Ho sempre affermato nelle mie recensioni come le pellicole di Arnold (e quasi tutte quelle di fantascienza di quegli anni con piacevoli eccezioni) siano destinate prevalentemente ad un pubblico di ragazzini.
In questo caso il regista fece ancora di più: creò un film per SOLI adolescenti dove i protagonisti sarebbero stati loro stessi, idea non certo innovativa (basti vedere “Gli invasori spaziali” del 1953) ma senza dubbio sviluppata in modo personale.
Se negli altri film di questo genere i ragazzini venivano visti come eroi in grado di comprendere il pericolo ben prima degli adulti in modo da poterli avvertire, questa volta il tutto è sviluppato più finemente.
Innanzitutto l’ alieno: tralasciando la sua forma che ormai non ha più nessun collegamento con quella umana (ma già si era visto qualcosa di questo genere ne “La meteora infernale” di John Sherwood basato su una storia dello stesso Arnold e nel contemporaneo “The Blob”), esso appare inizialmente come una creatura crudele capace di schiavizzare dei bambini per raggiungere i suoi scopi e persino di uccidere uno dei genitori per impedire che il piano vada a monte. Ma se si toglie un po’ di polvere dalla superficie si può vedere come il rapporto alieno- umani non sia così semplice: i bambini sono senza dubbio schiavi ma sembrano esserlo volontariamente in una sorta di rivincita che vuol far comprendere agli adulti la miopia e ottusità nei loro confronti mentre l’ alieno non è così crudele come sembra in quanto le sue azioni sono dettate dalla necessità di proteggere gli adolescenti da un mondo che non li comprende; persino l’ uccisione di un genitore (non a caso l’ ubriacone violento Joe Gamble padre del ragazzo più spaventato dalla cosa scesa dallo spazio) non viene vista dal figlio come una grave perdita che sprona la madre a non piangere per un essere che non ha mai saputo dare la protezione che doveva alla sua famiglia.
In secondo luogo il rapporto che i ragazzini hanno con i loro genitori: se inizialmente essi sono tutti dei bravi bambini obbedienti, dalla venuta della creatura si trasformano e alle insistenti pressioni di Anne (la bella ma inutile Peggy Webber) che si chiede cosa sia successo, il figlio Bill le dice di sedersi insieme al marito sul letto in modo che lui e il fratello possano spiegargli tutto. Un inversione di ruoli quindi, che simboleggia la maturità dei ragazzini nei confronti di adulti che giocano ancora a fare le guerre come se fossero piccoli bambini dispettosi e che non si rendono nemmeno conto di quel che fanno come dimostrato dal dottore presente nel campo che, in una sorta di giustificazione per il lancio del missile di fronte alla creatura, dice che lui ha "lavorato una vita per tenere al sicuro i bambini" senza rendersi conto che quella bomba rappresenta un pericolo per migliaia di altre vite umane.
Insomma una pellicola particolare: se da un lato Jack Arnold riesce bene nell’ intento di farci comprendere il parallelo tra infanzia e alienità (in fondo i ragazzi non sono altro che alieni incompresi in questo mondo troppo adulto), dall’ altro il regista non ha niente tra le mani per spaventare o almeno tenere in tensione lo spettatore come nelle altre sue pellicole anche se il suo stile registico e i suoi dialoghi filosofo-scientifici rimangono.
Il solito gioco del tenere nascosta la creatura fino agli ultimi minuti per un climax conclusivo ben riuscito questa volta non può funzionare perché non esiste uno scontro finale e Arnold cerca di giocarsi le carte migliori all’ inizio, fino alla rivelazione dell’ alieno ai genitori.
Il seguito appare un po’ troppo moscio e il finale, invece che puntare in alto, sembra quasi voler essere un messaggio sussurrato, stanco, proprio come Arnold che, dopo “Ricerche diaboliche” dello stesso anno, lascerà definitivamente la regia di film fantascientifici per dedicarsi essenzialmente alla tv e a qualche film di poco successo.
REGIA: Jack Arnold
ANNO: 1958
GENERE: Fantascienza
VOTO: 6
CONSIGLIATO A CHI: Vuole proprio vedersi tutto Jack Arnold altrimenti passate ad altro.
QUANTO è DI PROFILO PIù BASSO RISPETTO ALLE ALTRE PELLICOLE DI ARNOLD: 8

6 commenti:

simone ha detto...

potrei evitarlo, ma lo segno lo stesso... (2° commento, non so se il primo è andato a buon fine)

Leonardo ha detto...

"Insomma una pellicola particolare: se da un lato Jack Arnold riesce bene nell’ intento di farci comprendere il parallelo tra infanzia e alienità (in fondo i ragazzi non sono altro che alieni incompresi in questo mondo troppo adulto)..." sembra ottimo a dispetto del voto finale! Ma mi fido ciecamente di Deneil (e lui lo sa)...solo un appunto: come è venuto fuori l'ultimo del genere di Arnold, "ricerche diaboliche"? Meglio?

PS: il titolo m'ha ricordato una canzone di Bruce Dickinson, contenuta nell' [ottimo]album "Accident Of Birth", 1997, tale "Starchildren", ma a quanto io ricordi, nessuna strofa sembra indicare una diretta parentela con il fil di Arnold. Molto più è legata "Children Of the Damned", degli Iron Maiden - ma il film sul quale è basata la storia è un altro (stesso tema dei bambini "rapiti" mentalmente per fare altro)..

Leonardo

filippo ha detto...

quindi niente di esaltante...però la trama non sembra malaccio...vedrò di procurarmelo lo stesso!;)
Intanto ho già pronto un bel Tarantolone...^^

Luciano ha detto...

Anche questo mi manca. Quasi impossibile vederseli tutti. Grazie Deneil. A presto.

gabbermafia ha detto...

un me hai ascortato mo te sdrumoooooo aoooooooo

Deneil ha detto...

@simo:come detto è per completisti ma non fa mai male!
@leo:poi te li passo tutti questi filmoni ..voglio avere un opinione tua! ricerche diaboliche..già visto e tra poco pubblico anche la rece già scritta..arnold lo odia..in una sua intervista addirittura cerca di non parlarne..ma a mio parere è meglio riuscito di questo che tra l'altro non fu prodotto per la solita universal ma oper la paramout..sulle canzoni non ti so dire ma in quegli anni uscirono 2 o tre film fondamentali con protagonisti i bambini che devo procurarmi..forse quelli hanno più a che fare!
@filippo:già niente di esaltante purtroppo (e se lo dico io che di arnold sono un fan!)ma se hai il tarantolone in mano non c'è confronto!e non dimenticare cittadino dello spazio e la meteora infernale!
@luciano:non è una grave mancanza..è uno dei più sconosciuti di arnold..
@gabbermafia:ti ho risposto sulla rece di prima.