martedì 5 febbraio 2008

ORIGINAL AND REMAKE_ ASSAULT ON PRECINT 13

Finalmente dopo una almeno una decina di rimandi dovuti a varie recensioni multiple e a film recentemente usciti nelle sale ecco il nuovo capitolo del mio percorso Carpenteriano, più precisamente il secondo.
Vi ricordo, tanto per far un po' di pubblicità che il primo capitolo è quello rappresentato da "Dark Star" e che questo "Distretto 13" segue una scia portata avanti da "Mezzogiorno di fuoco" e "Tre classici due miti: Howard Hawks e John Wayne".
Ma tutto questo intrico di recensioni lo potete trovare comunque su quel link in testa alla pagina intitolato "percorsi".
Buona lettura!

- ASSAULT ON PRECINT 13- DISTRETTO 13: LE BRIGATE DELLA MORTE (1976)
- ASSAULT ON PRECINT 13 (2005)



Una volta avrei voluto essere l’Howard Hawks degli anni settanta e ottanta

By John Carpenter

Non doveva essere così.
Io avevo scritto una recensione tutta per quel capolavoro che è l’ originale di Carpenter ma il remake non mi ha lasciato scelta.
Lo dico chiaramente: come cazzo faccio a scrivere una recensione di un film così inutile?
Inutile.
È l’ aggettivo giusto per una pellicola del genere.
Ma partiamo da Carpenter.
“Distretto 13: le brigate della morte” fa la sua comparsa nelle sale nel 1976 e si tratta di quello che viene indicato da molti (giustamente o meno tocca a voi giudicarlo) come il primo vero lungometraggio di John Carpenter.
È la prima pellicola in cui il regista lavora con Debra Hill (futura collaboratrice per molti film), la prima in cui ha a disposizione un budget decente (se 300000 dollari possono essere considerati un budget decente…), la prima in cui ci mostra una storia a la Carpenter e la prima in cui i personaggi sono decisamente Carpenteriani.
Distretto 13 è la prima opera che molti vorrebbero poter creare.
È un western.
Ma è un western ambientato in città.
È un horror.
Ma è un horror in cui non accade nulla di veramente orrorifico.
È anche una mezza tamarrata.
Ma è una mezza tamarrata in cui si ride amaramente.
Insomma è Carpenter al 100%.
In sostanza Distretto 13 nasce come remake di “Un dollaro d’ onore” di Howard Hawks e si trasforma in qualcosa di completamente diverso.
Ambientato in una città deserta a cui mancano solo le classiche balle di paglia sospinte dal vento (mai capito cosa sono!) per diventare un villaggio abitato da John Wayne, la pellicola racconta le avventure del tenente Ethan Bishop che, appena nominato tenente, viene mandato a sorvegliare una stazione di polizia in disarmo per l’ ultima notte in funzione.
Il suo dovrebbe essere un lavoro semplice semplice se non fosse per l’ arrivo inaspettato di un camion della polizia con a bordo un condannato a morte e altri due detenuti e quello di un uomo evidentemente sconvolto da qualcosa che nessuno riesce a comprendere.
Quel qualcosa è la follia.
Provocata dall’ uccisione davanti ai suoi occhi della figlioletta innocente da parte di una banda giovanile armata di tutto punto e dal suo conseguente omicidio a sangue freddo ai danni dell’ uccisore, la follia di quest’ uomo non è sola.
È accompagnata dalla rabbia dei compagni del giovane bandito ucciso che decidono di attaccare la stazione di polizia di fatto chiudendo in un assedio estenuante i nostri.
Ethan Bishop, messo alle strette, decide di liberare i due detenuti rimasti vivi (uno nel frattempo è stato ucciso dagli assedianti) ed è convinto a non arrendersi a nessun costo.
Ecco: fermiamoci.
Ora prendete questa trama e adattatela ad un poliziesco dei giorni nostri con le dovute variazioni per richiamare l’ originale ma non troppo.
Innanzitutto il tenente ha una storia tormentata alle spalle: in una missione per un suo errore i suoi due compagni sono stati uccisi dai banditi che stavano per catturare e lui ne è rimasto irrimediabilmente sconvolto tanto che ancora adesso è insicuro e prende delle pastiglie di chissà che cosa per andare avanti.
Per seconda cosa i prigionieri che arrivano alla stazione di polizia nella notte sono dei coglioni che devono far ridere lo spettatore imberbe e devono fargli anche esclamare: “Guarda quello nero è Ja Rule! Yo Yo!” ad eccezione del condannato a morte che ovviamente è serissimo e ha la voce profondissima (vi sconvolgerò più tardi con il nome dell’ attore che lo interpreta!).
Infine, proprio per non farsi mancare nulla, la segretaria della stazione di polizia che nell’ originale era una donna abbastanza normale, è un puttanone con una minigonna lunga tre dita a cui piace stare con i ragazzacci e mentre parla con il condannato a morte accarezza la canna di una pistola in una delle metafore meglio riuscite del cinema del nuovo millennio… per favore!
Ma ritorniamo al maestro.
Carpenter parte da Hawks, passa per Romero e prosegue.
È Romeriano e zombiesco l’ assalto alla stazione di polizia dei banditi, è Romeriana la loro non identità (provate a ricordarvi un viso degli assedianti e vi renderete conto che è quasi impossibile. Per quanto diversi sono tutti uguali!), è Romeriana la loro immortalità (esplicativo in questo senso il primo colpo del padre della bambina al bandito in pieno stomaco che non sembra fargli nessun effetto) ed è fin troppo Romeriana la colonna sonora che Carpenter crea per l’ occasione.
Ma a Carpenter non basta.
Lui prosegue.
Mescola la rivolta sessantottina di Romero ad una violenza tipica da cinema anni ’70, una violenza così esplicita e brutale che difficilmente Hollywood (e non) proverà a riportare sugli schermi finito quel decennio.
Una violenza che disturba.
Persino me.
Cresciuto a pane, Stallone, Schwarzenegger e omicidi consumati nei tg ogni tre per due non credevo che qualcosa al cinema potesse ancora disturbarmi.
E invece Carpenter ci riesce: fa uccidere una bambina con una pistola lunga 30 centimetri a sangue freddo.
Come se nulla fosse.
Stop!
Secondo voi cosa rimane di tutto ciò nel remake del nuovo millennio?
Ma è ovvio!
Nulla.
Il film perde la carica eversiva dell’ originale e si trasforma in un banalissimo poliziesco dove gli assediati devono difendersi dagli assedianti nei modi più disparati senza fermarsi un attimo a pensare.
Ma il peggio deve ancora venire.
“Assault on precint 13” non si limita a distruggere le intenzioni del film originale fracassando personaggi (ad eccezione del condannato a morte sono tutti invariabilmente ridicoli!), dialoghi (per carità! Spero che Carpenter non li abbia mai sentiti perché a differenza dell’ eccessivo realismo della sua pellicola qui sembra di sentir parlare delle marionette) e messaggi socio- politici.
No.
“Assault on precint 13” diventa una specie di thriller fatto male!
Si scopre ad un certo punto (neanche tanto in là nella pellicola) che gli assedianti sono poliziotti corrotti che collaboravano con il condannato a morte (un gangster della città) che ora vogliono la sua morte a tutti i costi perché non parli.
E poi la perla finale: c’ è un traditore all’ interno della staione che verrà svelato solo nell’ insipido finale!
Direi che si può proseguire con Carpenter: certe cose non vanno neppure commentate.
Il carpentiere riprende Hawks e il western e lo mescola a Romero in un mare di citazioni più o meno riconoscibili.
Il montaggio è firmato da John T. Chance, pseudonimo di Carpenter utilizzato perché così si chiamava lo sceriffo interpretato da John Wayne in “Un dollaro d’ onore”.
La scena del fucile lanciato da Ethan a Napoleone è identica a una scena dello stesso film e ancora sul finale i poliziotti all’ esterno della caserma riconoscono l’ assedio grazie a delle gocce di sangue che cadono dall’ alto sulla loro macchina (scena che segnai come memorabile in “Un dollaro d’ onore”).
Ma Carpenter non si ferma mai.
A Romero e Hawks il regista aggiunge se stesso: personaggi come Napoleone Wilson con frasi come “Io sono nato fuori tempo!” e il perfezionismo di alcune riprese (da citare almeno quella sul fanale dell’ automobile in corsa!) diventeranno un marchio di fabbrica per tutta l’ opera di questo fantastico artigiano del cinema.
Insomma Carpenter si diverte e ci fa divertire con un sorriso amaro sulle labbra.
Non mi va neanche di dirvi che ovviamente “Assault on precint 13” non mantiene nessuna di queste citazioni perché credo abbiate capito di fronte a che prodotto vi trovate davanti.
Il remake di “Distretto 13: le brigate della morte” è l’ ennesima pellicola costruita ad uso e consumo di un pubblico giovane in cerca di un filmetto con cui passare due ore tra sparatorie e qualche colpo di scena annunciato ovvero l’ esatto contrario del film di Carpenter che necessita di una vera conoscenza delle basi culturali del regista per essere realmente compreso.
Molto probabilmente se riguarderò Distretto 13 tra qualche tempo, quando la mia cultura cinematografica sarà ancora più vasta, riuscirò a scorgere nuovi significati e nuove citazioni del maestro mentre già penso a cosa succederebbe ad una mia seconda visione del remake.
Già mi vedo bello addormentato sul divano.

Piccola curiosità sul remake: Il film di Carpenter nasce come remake di “Un dollaro d’ onore” il quale a sua volta nasceva come remake di “Mezzogiorno di fuoco” (di cui comunque è già stato fatto un remake per la tv via cavo in America nel 2000). “El Dorado” e “Rio Lobo” dello stesso Hawks altro non erano che remake di “Un dollaro d’ onore”.
Ora, mi chiedo io, c’ era davvero bisogno del remake (il film del 2005) di un remake (“Distretto 13”) di un remake (“Un dollaro d’ onore”) di un capolavoro (“Mezzogiorno di fuoco”).
Rispondetevi da soli.

ASSAULT ON PRECINT 13- DISTRETTO 13: LE BRIGATE DELLA MORTE (1976)
REGIA: John Carpenter
ANNO: 1976
GENERE: Carpenter!
VOTO: 10- (a parte il 10 che ho dato a Dark Star perchè si tratta di qualcosa di completamente differente c'è almeno ancora un Carpenter migliore di questo!)
QUANTO è SIMILE LA SCENA IN CUI I NOSTRI FANNO ESPLODERE LA NITROGLICERINA A QUELLA DI UN DOLLARO D’ ONORE DOVE JOHN WAYNE E SOCI FAN SALTARE LA DINAMITE: 10
CONSIGLIATO A CHI: Ama il Carpenter più polemico con la società ma anche quello fracassone.

ASSAULT ON PRECINT 13
ANNO: 2005
REGIA: Jean Francois Richet
GENERE: Thriller, action
VOTO:4
QUANTO è L’ UNICO CHE SI SALVA MORPHEUS (EHM LAURENCE FISHBURNE) NEI PANNI DEL CONDANNATO A MORTE: 8
CONSIGLIATO A CHI: Vuole vedere come si distrugge pezzo per pezzo un capolavoro.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma perchè si ostinano a fare remake di film di Carpenter? Nessuno può riuscirci...
Soprattutto se parliamo di un film come Distretto 13, che a mio parere è inimitabile.
Ale55andra

Mthemanager ha detto...

Alleluja, aaaaallelujaaaaaa aaalleluja...purtoppo sapevo dell'esistenza del remake.
Per il Carpenter migliore intendi "Big trouble in little China" vero???!!!
Vabbè scherzo, però è quello che mi piace di più e spero in una tua recensione.
Inimitabile Carpenter!

Mario Scafidi ha detto...

ignoravo supinamente l'esistenza di entrambe le pellicole...passi per la seconda (a quanto ho letto è perdonabile), ma quella di carpenter! vergogna per me!

Deneil ha detto...

@ale55andra:vallo a sapere!tra l'altro questa si proclamava anche come una delle più decenti con ethan hawke e fishburne..boh!
@M:arriverò anche a quella..per la prossima ho già pronte due recensioni su dei filmoni da vedere ASSOLUTAMENTE perchè capolavori e perchè hanno ispirato carpenter!questo recuperalo se riesci perchè ne vale davvero la pena!appartiene sicuramente al carpenter più impegnato (infatti non sembra neanche dello stesso regista di dark star!) ma rimane comunque in alcune scelte legata a quello che sarà il carpenter che tu apprezzi di più!
@mario:noooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!quello di carpenter lo devi vedere assolutamente!!!!!!anche se non so quanto ti possa piacere....

Weltall ha detto...

Gia di per se, il remake è rischioso ma...fare il remake del remake del remake non è come mettersi dei mortaretti accesi nelle mutande ^___*?
Confrontarsi con cult di questa caratura è una battaglia persa...inutile dirti che il nuovo Assault on Precint 13 non lo guarderò mai ^__^

Deneil ha detto...

@weltall:in effetti l'immagine è azzeccatissima!!:-o
Ti dispiace se la uso per qualche post più avanti??magari per l'ennesimo remake di carpenter!mortaretti nelle mutande...oddio sto ridendo ancora!
si comunque da evitare come la peste questo..pensa che è l'unico (ad eccezione di halloween che è ancora troppo recente) di cui trovi in giro anche delle buone recensioni..per carità!
ma dell'originale che mi dici?visto?piaciuto?

Weltall ha detto...

Certo che puoi usare quell'immagine ^__^
L'originale lo vidi tanti anni fa e mi colpì molto, soprattutto per quegli elementi che indichi in recensione riconducibili direttamente a Romero. Leggendo questo post mi è venuta una gran voglia di rivederlo ^__^
A quando una rece de La Cosa o Grosso Guaio a Chinatown ^__*?

Mthemanager ha detto...

Sto già lavorando al recupero, mi sto caricando come un mulo per recuperi vari, inoltre ho già recuperato il filmone di cui parlavamo sabato: La ragazza della porta accanto, così solo per masochismo

Deneil ha detto...

@weltall:per grosso guaio a chinatown mettiti pure in coda dietro a M!
Comunque cercherò di analizzare ogni pellicola di carpenter quindi arriveranno anche quelle..per la prossima che ho in mente devo recensire prima due-tre film fondamentali di cui almeno uno è un capolavoro quindi preparati!riguardalo distretto 13!a mio parere è più godibile con più film alle spalle tanto è pieno di citazioni!e poi è davvero ben girato!e i rimandi a romero sono evidentissimi!
@M:puro masochismo direi....

chimy ha detto...

Carpenter lo amo alla follia... e questo è uno dei pochi film che mi manca fatto da lui!!!

Ok mi allontano a testa bassa...:(




p.s. i miei Carpenter preferiti non li hai ancora recensiti, li attendo con ansia :)

Lorenzo t3nshi ha detto...

Complimenti per la bella recensione! Amo "Distretto 13" alla follia, ha un posticino particolare tra i miei film preferiti (hai fatto bene a ricordare la scena della bambina, agghiacciante e tremendamente coraggiosa!).
Il remake non ho avuto il coraggio di vederlo. Pensa che ancora non mi sono ripreso dal remake di "The Fog", se ci ripenso mi viene da piangere.


Ho letto anche la recensione di "Dark Star" che ho anche io recuperato recentemente. Condivido parola per parola, un film geniale. Ne ho parlato anche sul mio blog, ma più che una recensione la mia è una dichiarazione d'amore (ho iniziato a vedere Dark Star col piede sbagliato, e per questo chiedo scusa a Carpy ^^').

A presto!

Deneil ha detto...

@chimi:devi vederlo!!!questo rientra assolutamente nella top five di carpenter!arriveranno anche i tuoi film giuro!
@lorenzo:grazie innanzitutto per la visita e le belle parole!
la scena della bambina è assolutamente da ricordare!ora nessuno ha il coraggio di girare una scena del genere!
del remake preferirei non parlare..strombazzato come uno dei migliori è una ciofeca pazzesca..quello di the fog lo devo ancora vedere..ma già mi immagino!
su dark star io grazie a dio avevo letto di cosa si trattava prima di vederlo perchè altrimenti ne sarei uscito sconvolto..è davvero molto differente dal solito carpenter (anche le sue opere più ironiche non hanno comunque quel gusto di parodia che ha dark star!).
appena ho un attimo stasera vengo a vedere il tuo blog!

filippo ha detto...

l'ho già detto da luciano, ma mi tocca dirlo anche qui:

MERAVIGLIA DELLE MERAVIGLIE!!!!!^^

Che film che film...carpenter al 100% con i suoi tipici antieroi...Napoleone Wilson è il padre di Snake Plissken!

IL remake non ce l'ho fatta a vederlo...

Deneil ha detto...

eh già!Carpenter 100%!
già quella frase "Io sono nato fuori tempo!" è molto indicativa al riguardo della parentela strettissima tra i due!
Il remake vedilo solo se ti va di farti 4 risate..o 4 lacrime...

Marco300 ha detto...

Che Dio ti benedica.
Avevo intenzione di recuperare i grandi classici di Carpenter, come Il seme della follia e Halloween (la settimana scorsa ho visto The Fog, altro ottimo film), e mi ero scordato questo film... me l'hai fatto venire in mente. Grazie!

Luciano ha detto...

Il film di Carpenter fu per me sconvolgente ed entusiasmante. Ricordo ancora molte scene nonostante siano anni che non lo vedo. Il remake... non sapevo nemmeno di un remake.

Deneil ha detto...

@marco:recuperalo assolutamente!tra i migliori carpenter di sempre!
@luciano:sconvolgente ed entusiasmante sono due aggettivi che calzano a pennello!come detto a non so più che secondo me con una base di cinema classico (hawks, ford..) si può ancor più apprezzare distretto 13 per i rimandi e la classica innovazione con cui è costruito!il remake fai bene a non conoscerne l'esistenza!

claudio ha detto...

Distretto 13 è un western ambientato in città? concordo in pieno... è un capolavoro senza epoca: potrebbe benissimo essere rivisto oggi! E non rifatto... Io abolirei i remake, tutti i remake, sono il male del cinema, solamente se si è senza idee si può pensare di rifare un grande film! E perchè? seriamente qual è lo scopo di un remake? anche pensandoci non riesco a dare una riposta... (far soldi? forse...)

Deneil ha detto...

eh già capolavoro senza epoca!
lo scopo di un remake?non so...forse dare una svecchiata a costumi, dialoghi, personaggi..solo quello ci vedo.ma anche nel caso che tutto della trama originale sia mantenuto c'è sempre il rischio di creare veri obrobri...si guardi lo psycho di van sant per esempio..e quindi giungo alla tua conclusione..nessuna giustificazione per un remake!