giovedì 28 febbraio 2008

CHICKEN LITTLE

Periodo troppo incasinato per riuscir a scrivere qualcosa.
Per ora si va avanti con le recensioni di repertorio (cioè quelle scritte e non ancor pubblicate!)



Ascolto troppa musica e vedo troppi film.
O perlomeno è troppo per la mia testa.
Quando parlo di musica o di cinema finisce sempre che sto citando qualcuno e finisco per andare su qualcos’ altro e mentre cerco di recuperare quello che stavo dicendo mi viene in mente che non ho ancora finito di parlare del secondo argomento.
Voi ridete ma non è bello.
Mi capita di non capirci più una mazza.
Sono li che sto cercando un film su imdb e finisce che ne cerco un altro perché ho visto un attore che forse mi ricorda alla lontana quell’ altro che c’ era in un film che vidi quando ero bambino.
E il primo film che stavo cercando?
È andato perso nella mia memoria.
Ha voglia Jerry Scotti di incitare i suoi concorrenti ad aprire i cassettini della memoria.
I miei cassettini strabordano di robaccia che molti butterebbero nella spazzatura.
Filmacci di serie b, musica pop, rock, elettronica tutto buttato insieme.
Sono una persona ordinata.
Nella mia camera non troverete magliette sparse ovunque o oggetti vari sparsi sul pavimento.
Eppure nella mia testa non riesco a ricreare quell’ ordine: tutto si accavalla, si mescola, si fonde e finisce che io non so nemmeno di cosa si stia parlando.
Inizio una recensione di Chicken Little e mi ritrovo a parlare della mia confusione interna che all’ esterno comunque non si vede: non pensate a me come un pazzo disperato vestito di nero che si lamenta della sua vita.
Sono un ragazzo felice, ottimista e con un sacco di passioni che mi girano per la testa e non sanno fermarsi.
La confusione è solo interiore.
Ma forse non c’ è nemmeno li.
E con Chicken Little questo centra poco o nulla.
O perlomeno, all’ inizio qualcosa centrava ma poi avete avuto una dimostrazione delle mie divagazioni e forse sono riuscito a farvi perdere con me.
Ma ritorniamo all’ inizio.
Tutto quello che vi volevo dire è che in realtà non ricordo quando vidi Chicken Little, non ricordo l’ anno in cui uscì così come moltissime volte mi capita di non ricordare il titolo di una canzone che riconosco solo ascoltandola.
Io di dati tecnici ne ricordo ben pochi, questo è sicuro.
Eppure mi ricordo cose immensamente più inutili: mi viene in mente, ad esempio, il perché della mia scelta quella volta che andai al cinema per vedere questo polletto.
C’ era quella canzone pochi anni fa (ovviamente non ricordo quanti!) che fece uscire di testa tutti durante l’ estate.
Era il cosiddetto tormentone estivo su cui Studio Aperto potrebbe fare milioni di servizi e che comprendi esserlo quando senti un bimbo di 3 anni a fianco a te che ne canticchia il ritornello con parole inventate.
Quell’ anno il ritornello faceva una cosa tipo: numa numa ie, numa numa numa ie… e poi si perdeva in parole incomprensibili che non sapevo allora e non vedo come potrei ricordare ora.
Mi è venuto in mente.
“Dragostea” era la cantante.
Si diceva fosse un travestito da noi a scuola, si diceva anche che la canzone era un plagio (o una cover) di qualcuno di ancor meno conosciuto fatto sta che un mio cassettino strabordante mi suggerisce che la song (mamma mia che brutto termine) andò persino a Sanremo.
Era passato comunque un po’ di tempo (penso qualche anno) dalla sua uscita e ricordo che in tv passò il trailer di questo minipollo in digitale che ballava la canzone di Dragostea.
Non potete immaginare il delirio di demenza che provocò in me e nei miei amici che avevamo preso in giro per anni gli ascoltatori esaltati di questa bruttura quando vedemmo il trailer.
Tra le cose più assurde (che comunque faccio ancora) ricordo un messaggio che mandai a un caro amico chiedendogli se aveva visto il polletto che ballava.
Si.
Appena “Chicken Little” fece la sua comparsa nelle sale ci precipitammo a vederlo.
Appena “Chicken Little” finì uscimmo infuriati dalla sala.
Quel maledetto polletto ci aveva preso in giro.
Innanzitutto lui non ballava per tutto il film ma soprattutto Dragostea non si sentiva neanche per un secondo!
Ricordo quello e poco altro di quella mia prima visione.
Ricordo come al cinema rimanemmo abbastanza esterrefatti dalla brutta grafica (insomma io avevo ancora in mente “Alla ricerca di Nemo”!), dalla storiella abbastanza banale e soprattutto dal fatto che uscimmo dalla sala al secondo spettacolo prima di mezzanotte.
Neanche 1 ora e mezza per 6, 50 euro.
Non che giudichi un film dalla sua lunghezza, non vado un tot al chilo come il Carrefour che vende i libri al chilo (“Mi dia 3 etti di Dante!” “Con il paradiso sono 5 tengo?” “No, no tagli pure!”) ma questo sommato a tutto al resto provocò in me non poca rabbia.
Eppure un bel ricordo mi era rimasto.
Era Aldino Cotechino (un maiale sproporzionatissimo) che ballava delle canzoni anni ’80.
Ed è solo per quello che mi sono rivisto “Chicken Little” per la seconda volta 2-3 giorni fa.
In fondo un’ oretta per un filmetto non la si nega a nessuno.
E sinceramente vi dirò: non sono rimasto così deluso come credevo.
Sono partito con altre aspettative ben sapendo che Dragostea non c’ era e che il filmetto non può essere assolutamente paragonato ai capolavori Pixar e ne sono uscito abbastanza bene.
Mentre mi preparo ad abbassare i voti di “Bee Movie” e "Shrek terzo” (forse quando leggerete li avrò già abbassati) che comprendo di aver forse sopravvalutato devo ammettere che Chicken Little raggiunge la sufficienza in pieno.
È la prima pellicola della Disney senza l’ amata Pixar (al tempo mi pare si cominciò a parlare di un imminente divorzio) a cui seguirà il già recensito “I Robinson- Una famiglia spaziale” e nonostante le molte pecche il filmetto si fa guardare volentieri.
Diciamolo chiaramente: “Chicken Little” manca delle grandi storie della Pixar, manca di una grafica eccelsa, manca di molte cose eppure ha comunque quel tocco in più che la Dreamworks spesse volte (credo non esista in italiano) non riesce a dare.
Perchè in fondo “Chicken Little” la dove non riesce a raggiungere i limiti della Pixar cerca di sopperire con una miscela un po’ spartana tra la citazione tipica della Dreamworks (il film ne è pieno: dalla trama a la “Guerra dei mondi” a “Et”, “Signs” e decine di altre leggermente più nascoste ma neanche tanto) e la classica narrazione Disneyana tra canzoncine leggere e malinconiche (ma perché hanno doppiato in italiano una canzone di Elton John??) e un personaggio bambino che cerca riscatto e credibilità in un mondo adulto abbastanza cattivello.
In questo senso la pellicola si vorrebbe quindi guardabile sia da un pubblico più adulto capace di intendere tutte le citazioni sia da un pubblico più piccolo capace di apprezzare le simpatiche gag dei protagonisti e le canzoncine anche se alla fine a prevalere sono almeno per questa volta i più piccoli (per fortuna o no decidetelo voi! È un fatto che comunque la pellicola seguente in assolo della Disney, “I Robinson”, segua ancor di più la linea bambinesca e forse da qui si poteva intendere la linea della casa di Topolino se la Pixar si fosse allontanata definitivamente).
Di apprezzabile c’ è poi il fatto che la casa di Topolino si diverte a creare due finali di cui uno posto esattamente a metà pellicola che chiuderebbe un filmetto identico a una qualsiasi storiella di Topolino se non fosse per il 3d.
E poi c’ è Aldino Cotechino.
Ora voi crederete che io sia matto e molto probabilmente ne avete tutte le ragioni eppure io non riesco a non ridere di fronte a un maialino grassissimo che cammina su due zampette minuscole e canta “I Will Survive” mentre fugge in macchina.
Insomma è un maialino grasso!
E balla della canzoni anni ‘80!
Cosa volete di più dalla vita?

Ascolto troppa musica e vedo troppi film.
Eppure quando riesco ad apprezzare anche cose come “Chiken Little” mi sento come un bambino che ancora deve vederne di film e sentirne di musica.
Sinceramente sono contento di sentirmi così.
Spero di sentirmi così tutta la vita.
In grado di vedere e ascoltare tutto e apprezzare molto.
Quando non mi sentirò più così smetterò di scrivere e se mai dovessi diventare uno di quei critici spocchiosi che criticano l’ ultimo film di Stallone perché privo di quella sobrietà che faceva del primo Rocky (o Rambo) un classico del cinema americano vi prego di pregarmi di smetterla.
Sarò solo ridicolo.
REGIA: Mark Dindal
ANNO: 2005
GENERE: Animazione
VOTO: 7
QUANTO ASSOMIGLIA A FONZIE IL RICCIO E QUANTO FA RIDERE WALTER VELTRONI CHE DOPPIA IL TACCHINO SINDACO (E DA ALLORA OGNI VOLTA CHE LO VEDO PENSO AL TACCHINO!): 10
CONSIGLIATO A CHI: ha un oretta e qualcosa in cui non sa che fare!

Il mitico trailer con Chicken Little che balla la canzone di Dragostea!

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Guarda, lo vederei pure se ce l'avessi quell'oretta di tempo in cui non sapere che fare...
Ale55andra

Weltall ha detto...

Questo non l'ho ancora visto (per adesso) ma quel cavolo di trailer aveva conquistato pure me...adesso so che sarei rimasto fregato ^___*

Mthemanager ha detto...

Giusto per essere scassapalle:
1)la cantante/travesta si chiama Haiducii ( alias Paula Mitrache) ed è romena;
2)la canzone è Dragostea din tei;
3) è una cover di tre pirla che si credono i Backstreetboys di Bucarest e si chiamano O-zone, a voi l'imbarazzante video originale:
http://it.youtube.com/watch?v=BgU_m3SuYPE
Pino dj porcospino oltre a Fonzie, parodiava pure Albertino/Ranzani: dice 2 battute, una è "Oooooooooooooook!" e l'altra è "Vaaaaaaaaaaaaa bene".
Si, ci incazzammo decisamente per il mancato balletto, e siam pure rimasti a vedere i tittoli di coda per vedere se scappasse almeno un passetto ma ciccia. E vabbè amen, 2 ghignate le abbiam fatte, lo reputo il film da proiettare su Rai 1 al 25 di dicembre alle 18:00 in attesa del cenone che sei lì con tutta la famiglia e non sai bene che fare. Una sorta di tappabuchi di lusso per serate con grandi e piccini.

Cineserialteam ha detto...

Quindi a me che non ho mai tempo per fa nulla non è consigliato! ^_^

Lilith ha detto...

Il film non l'ho visto... ma condivido lo stesso casino mentale (e un repertorio di recensioni da pubblicare che si ingrossa sempre di più... è che non mi va di metterne due al giorno!).

Chiara ha detto...

NOOO! Chicken! E quando cantano le Spice Girls??? Che fenomeno il maialino!
Mi aveva fatto ridere tantissimo questo cartoon!
Anche io volevo un pollo in casa che mi guardasse le stelle! ;)
Grande scelta!

Captain Howdy ha detto...

Il Trailer e' forte, il film non so, non lo vidi...

Mario Scafidi ha detto...

no, daneil, non sei matto...sei solo BIPOLARE!! ;)

Allibito Jack Old Tennessee Whiskey N'7 ha detto...

A me ha fatto cadere i testicoli congelati nel portabibite come cubetti di ghiaccio.
E soprattutto, come avete fatto a trascinarmi a vederlo?

Deneil ha detto...

@ale:ma si che un oretta si trova sempre!!!
@weltall:maledetti trailer ingannevoli!
@M:vado a correggere appena posso..potresti creare i palinsesti della Rai dato che sembran creati da un cactus...
@Cineserial:c'è di meglio diciamo!
@lilith:felice di sapere che c'è qualcun altro con la testa ingarbugliata!anch'io comunque sono per una recensione ogni tot...non voglio far venire l'indigestione a nessuno!
@chiara:aahhahaha tutti vogliam un pollo che guarda la stelle!è veeero non ho citato il balletto delle spice!
@captaiN:sul trailer siam d'accordo un po tutti!
@mario:è un altro modo per dire matto?
@allibito:c'era dragostea come potevi non vederlo??