A pubblicare una recensione ad un' ora in cui vorrei essere già a letto (mi son già addormentato sul tavolo), lasciando poco spazio al precedente "Factory girl" (di cui comunque lascio il template in bella vista, sperando che qualcuno se ne ricordi) per parlare di una pellicola che non dovevo neanche vedere.

Non è che io ce l’abbia con Woody Allen.
Non mi ha fatto nulla di male.
E come al solito sarò sincero con voi: mi mancano molti dei suoi capolavori passati nel curriculum.
Forse questo fa di me un cattivo cinefilo, un cattivo predicatore nel deserto, un cattivo spettatore di Woody.
Eppure credo di essere in questo modo anche leggermente più obiettivo di tante persone che entrano in sala considerando Allen un genio.
Sia chiaro: non lo dico per vantarmi (non c’è nulla da vantarsi se non conosco la sua opera maggiore) ne per criticare qualcuno; io stesso con altri autori faccio la stessa cosa, ricerco spunti geniali anche all’ interno di pellicole meno riuscite.
Pellicole meno riuscite che comunque non ammetterò mai di essere brutte.
Sono meno riuscite, tutto qui.
“Sogni e delitti”, o come meglio preferiranno chiamarlo quei battaglieri di Chimi e Para (andatevi a vedere la loro nuova battaglia contro la distribuzione) “Cassandra’s Dream”, è una pellicola meno riuscita.
Pur essendo fin troppo oggettivo, fin troppo distaccato direi, quasi contro al Woody di questi ultimi anni non riesco a dire che il film in questione è un brutto film.
Non lo è.
Nemmeno per me.
O almeno non totalmente.
È semplicemente un po’ come dire: scivoloso.
Capiamoci: io tra un anno non ricorderò neanche più di cosa parla “Sogni e delitti”.
Mi ricorderò di Colin Farrell nel ruolo nevrotico ansioso da Woody, mi ricorderò del neo sulla fronte di Ewan Mc Gregor inquadrato talmente tante volte in primo piano da far venir la nausea, mi ricorderò forse della bella fidanzatina di Ian (Mc Gregor) e dell’ insopportabile doppiatrice italiana di Kate (la donna di Terry, Farrell).
Le pur belle musiche di Philip Glass pian piano stanno già scomparendo mentre la regia di Woody che continua a girare letteralmente intorno ai suoi protagonisti con la camera è già un quasi ricordo.
Ricorderò forse meno piacevolmente (ma lo ricorderò, le cose spiacevoli si ricordano più facilmente) quel tocco di teatrale, di finzione, di estrema plasticosità che permea tutta la pellicola.
E non intendo plasticosità come bruttezza ma proprio come falsità, come involucro esterno che ricopre tutto e tutti.
Dalle ambientazioni alla regia di Allen alle interpretazioni dei protagonisti che seppur bravi (in particolare Farrell mostra finalmente qualcosa che non siano i muscoli o i baffi) sembrano sempre troppo calcolati, troppo studiati.
Persino quei tic, quei movimenti di sopracciglia (ma quanto sono grandi?) di Colin, gli sguardi di Mc Gregor che si vorrebbero più naturali sembrano troppo imposti.
La storia non sto nemmeno a raccontarvela perché sinceramente di perdere tempo a scrivere di cose che potete leggere ovunque non mi sembra il caso, soprattutto per pellicole come queste di cui potete trovare un sunto persino sui giornalini che danno al supermercato.
“Sogni e delitti” lascia poco o niente.
Sta a voi scegliere: a mio parere 6, 50 euro per pellicole come questa sono soldi persi in scommesse.
Uno ci prova ogni tanto ma sa già che al 90% gli andrà a buca.
E quindi perché uscirsene delusi o arrabbiati dal cinema pensando a quante volte mi ero detto di non andarlo a vedere, di aspettarlo in dvd, di non meritarmi una seconda fila sotto lo schermo?
Perché uscirsene delusi se già si sapeva che non ci sarebbe stato molto?
Semplicemente perché vorrei che Woody la smettesse di produrre una pellicola all’ anno anche quando le idee sono sottozero.
Forse è per curare le sue mille nevrosi, forse è per i soldi (non credo), forse è perché lui crede siano comunque buoni film.
Sta di fatto che io tra un anno mi vedo già a ripensare al dubbio se andare a vedere il nuovo film di Allen ambientato a Barcellona.
“Den andiamo a vedere il nuovo film di Allen?”
“Aspetta c’era un motivo per cui non volevo vederlo, com’ era quel “Sogni e delitti” dell’anno scorso? Non me lo ricordo molto bene… c’ era Mc Gregor con lo sguardo di ghiaccio e poi? Ah ma c’è la Johansson in quello nuovo? Bene bene, divertitevi pure che io vado a vedermi il nuovo Scott, sulla locandina c’è scritto “Epico ai livelli di “Apocalypse Now”!”
REGIA: Woody Allen
ANNO: 2008
GENERE: Drammatico, Thriller (?!?)
VOTO: 5
QUANTO MI PIACE NON VEDERE LA JOHANSSON: 10
CONSIGLIATO A CHI: Ama Woody Allen e pochi altri