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domenica 24 febbraio 2008

RAMBO- JOHN RAMBO

Abbassiamo i toni.
Passiamo da Bergman a Rambo.
Perdiamo un po' di credibilità.



“Il petroliere”?
Ma va l’han tolto dopo una settimana dai cinema di Alessandria.
“Non è un paese per vecchi”?
Ma per carità, ci sarà tempo! Chissà quanto lo tengono (come “Il petroliere”…)
“Sweeney Todd”?
Anche lui avrà tempo di essere visto!
Muccino?
Siete impazziti?
Il sabato sera si va a vedere lui.
Unico, inimitabile Rambo.
Il classico film che mentre sei in pizzeria pensi già a quante teste farà saltare, quanti elicotteri tirerà giù con il machete e quante foreste abbatterà con un coltello.
Rambo!
Non dico mica Van Damme, Seagal, Vin Diesel, Terminator, Predator.
Dico Rambo.
E Rambo già solo per il nome pretende rispetto.
Di quel rispetto che meritano quel genere di film.
Quelli che se vedi oggi “Rambo III” ti chiedi se lo sceneggiatore era un malato di mente o aveva degli evidenti problemi di alcolismo da risolvere abbattendo elicotteri nella sua testa.
Lasciate perdere il primo Rambo.
Serio, pochi morti, qualche riflessione azzeccata e un sacco di merda finitagli addosso per i due seguiti.
Prendete “Rambo II” e soprattutto “Rambo III”.
Quelli si che sono veri action anni ’80.
Psicologia dei personaggi inesistente, storia sempre uguale e un immortale montagna di nervi come protagonista.
Quelli si che sono i film con cui sono cresciuto: andavo in giardino, prendevo un ramo e dicevo “Sono Rambo, morite tutti!”
Prendete Rambo e trasferitelo nel 2008.
Uno Stallone ormai più simile a un frigorifero con la testa che a un umano, un ambientazione un po’ giunglosa, tanti nemici cattivissimi e crudeli e tutto quel che volete e ovviamente IL personaggio.
Lui.
Rambo.
Che ovviamente si è ritirato e non ne vuol più sapere niente.
Che ovviamente è sperso in un paese non suo.
Che ovviamente fa il barcaiolo e il battitore di ferro (mai visto un barcaiolo con dei muscoli così!) per esorcizzare i suoi demoni.
E che ovviamente alla prima volta che apre bocca manda allegramente a fanculo chi gli chiede di aiutarlo.
Ma Rambo nonostante i problemini di cui soffre nelle parti basse (dichiarazioni di Stallone) non può resistere al richiamo della guerra.
Perché lui è LA Guerra.
E nonostante gli si chieda solo di far da barcaiolo lui nella sua testa bidimensionale da videogioco del Super Nintendo sa già che farà la guerra, ovviamente da solo.
Contro chi?
Ma che importa, l’ importante è farla!
Missionari cristiani idioti come delle patate si avventurano nella profonda Birmania nonostante gli avvertimenti del mascellone e ovviamente vengono rapiti.
E qui Rambo, finora solo barcaiolo e assassino di tre personaggi inutili, ritorna davvero.
Parte con un gruppo di mercenari e quando un tizio dice che hanno solo 15 minuti per la missione già si cominciano a sentir delle voci che dicono: “Vedrai che Rambo non riesce a tornare in tempo e deve cavarsela da solo!”
Ma certo!
“John Rambo” non tradisce nessuna aspettativa.
Tu pensi una cosa e lui la fa, come nel migliore dei videogiochi.
Tu pensi che ritarderà per salvare la bella di turno che ovviamente lui la guarda male tutto il tempo ma comunque lei è bella e prende le parole di un decerebrato a forma di frigorifero come se fosse la bibbia mentre lui non sa nemmeno quel che dice e lui ritarda.
Tu pensi che si inventerà qualche trucchetto nella giungla per far saltare qualche testa e ovviamente lui mette una bomba che si rivela essere atomica dato che salta per aria mezza Birmania mentre lui corre e si rotola con la maglietta ormai sporca e distrutta ma sempre molto Rambosa.
Tu pensi che prima o poi prenderà il mitragliatore che fa budda budda (i mitragliatori di Rambo fan sempre budda budda!) e lui riesce ovviamente ad appropriarsi di una mega fabolous plus ultra mitragliatrice fissa che ha i colpi infiniti come nei videogiochi.
E il film si trasforma in una mitraglia.

Già, perché se finora Rambo ha giochicchiato con qualche pistola e una bomba atomica, dal momento in cui entra in scena la mitraglia non c’è più posto per nessuno.
20 minuti di un frigorifero che spara a chiunque, ovunque, sempre e comunque.
20 minuti in cui vedi la faccia di Stallone piegarsi più e più volte alla ricerca di una espressione che sia una mentre urla tutta la sua rabbia con grugniti e e cose simili.
E partono gambe, teste, braccia, budella.
Perché Rambo nel 2008 diventa uno action splatter.
Non siam più negli anni ’80 in cui il sangue anche nel peggio Predator si faceva sempre fatica a mostrarlo, siam nel 2008, e nel 2008 il sangue lo vedi ogni giorno alla tv.
Senti budda budda budda budda budda budda budda budda e vedi persone che volano via come fuscelli mentre ovviamente i buoni si salvan tutti e quando all’orizzonte vedi arrivare un esercito intero ti pieghi in due sulla poltroncina e preghi che finisca presto perché la tua pancia non può sopportare ancora a lungo questa ilarità convulsa.
E invece no.
L’ esercitò lo vedi spazzato via in un nanosecondo e a quel punto capisci che è ora che è arrivi l’ elicottero.
Ma l’ elicottero nella giungla non arriva.
C’è la barca.
Si abbatte un albero intero in una delle scene più spassose e fanculo anche alla barca che esplode come se fosse un petardo di capodanno.
E il coltello.
Stallone (anche alla regia) si ritaglia un ultima scena da Oscar in cui prima trafigge il nemico in cima alla collinetta con un inquadratura studiata per ore (beh Stallone l’ avrà studiata per ore, i due neuroni han lavorato a pieno ritmo!) e poi si ricorda che siam nel 2008: e via di sangue e budella e “buah, splash, sgnic, sgnac”
Sei ancora li che ti stai rotolando sulle poltroncine e vedi Rambo che ritorna a casa, ancora una volta.
Musichetta trionfale riadattata e il reduce ritorna nella sua magione dove ovviamente i cavalli si son nutriti di aria per anni.
Lo guardi di schiena mentre passano i titoli di coda, pensi alla regia di Stallone che fa di tutto per far vedere l’ impegno che ci ha messo (inquadrature coperte da ostacoli vari o scene epilettiche molto anni 2000), pensi alle scene in cui magicamente la luce del sole cambia da un secondo all’ altro, pensi agli attori (non è vero, c’è solo lui!), cerchi di pensare a qualcosa ma non ci riesci.
Guardi quell’ armadio a quattro ante con la testa e le tette più grandi di quelle della Bello e pensi che di gente così c’è n’è poca.
Di nonni così ce ne sono ancora meno.
Di Rambo c’è n’è solo uno.
Per fortuna.
Pensa quanti colpi di mitragliatore dovrebbero produrre altrimenti!

REGIA: Sylvester Stallone
ANNO:2008
GENERE: Action
VOTO: 6,5 (da quel che ci si aspettava ma se non fosse per il nome potrebbe benissimo essere uno di quegli action tedeschi che si fa fatica a sopportare fino in fondo!)
QUANTO LO ASPETTAVO: 10
CONSIGLIATO A CHI: solo ai fan di Rambo!Gli altri non possono capire, e forse neanche i fan!

mercoledì 5 dicembre 2007