Chi mi segue potrebbe anche intuire di che si tratta dato che in qualche commento ne ho anche parlato ma non preoccupatevi.
Ho deciso che 3 recensioni gigantesche una di seguito all' altra avrebbero potuto nuocervi gravemente alla salute così ho optato per questa.
A voi il giudizio!

Un bel pugno nello stomaco per risvegliarsi dal torpore quotidiano ogni tanto ci vuole.
Certo sono belli i film fantasy dove il bell’ eroe alla fine sconfigge tutti e diventa il Re del mondo, amo i thriller incasinati dove comunque a vincere (con un prezzo da pagare) è comunque il buon poliziotto, apprezzo le animazioni caustiche della Dreamworks e quelle più leggere della Disney, sopporto le commedie romantiche dove nel 90% dei casi alla fine regna l’ amore, ma ogni tanto un bel pugno nello stomaco in mezzo a tutta questa paradisiaca morfina ci vuole.
L’ ho provata la morfina.
Sono stato in ospedale per un mese non molti anni fa e nel post- operazione durato circa una decina di giorni sono stato imbottito di quella robaccia.
Era come non esserci.
Ti svegliavi, dicevi due parole a quelli che vedevi a fianco e quasi subito ti addormentavi, senza nemmeno rendertene conto.
Poi ti risvegliavi credendo di non esserti nemmeno addormentato e continuavi un discorso che tu credevi non avesse mai avuto un’ interruzione.
Non era bello, non era paradisiaco, non era nemmeno lontanamente piacevole se te ne rendevi conto eppure c’ era quel non so che di “dammene ancora” dovuto al dolore che ti attanagliava per le ferite che si cicatrizzavano quando l’ effetto finiva.
Era come vivere senza vivere veramente.
Non mi perderò nei meandri di una similitudine tra quel tipo di esperienza e quella che tutti noi al giorno d’ oggi abbiamo nel mondo reale.
Avrete letto da qualche parte di come la cultura di massa (se ne parla come se fosse il diavolo senza nemmeno rendersi conto che nessuno ne sta fuori) tenti ogni giorno di imbottirci di morfina per evitare un mondo ormai saturo di violenza.
Ma certo c’ è il tg con le sue immagini scioccanti, con i sue due- tre omicidi familiari al giorno eppure subito dopo c’ è “La ruota della fortuna”, “Striscia la notizia”, “Affari tuoi” e chi più ne ha più ne metta.
È quella la morfina, quella che ci permette di sopravvivere in un mondo permeato da violenza che non viene nemmeno più tagliata con qualcos’ altro: è violenza pura, senza nessuna imperfezione.
Non mi perderò nei meandri della similitudine perché troppi lo fanno e spesso nelle loro parole si sente quello snobismo che li vorrebbe fuori dalla cultura di massa che tanto odiano.
Li senti imprecare contro la tv spazzatura, il videogioco spazzatura, l’ internet spazzatura e poi un attimo dopo sono li con il telefonino in mano a leggere un messaggio sulle previsioni del tempo.
Non se ne rendono nemmeno conto di esserci dentro anche loro e così predicano.
Predicano dall’ alto di un cazzo di niente.
Io non voglio predicare.
Mi rendo conto di esserci dentro fino al collo, mi rendo conto di essere per troppo tempo davanti allo schermo del mio pc, mi rendo conto che Iacchetti non fa ridere, mi rendo conto che lo zio Jerry conduce da 10 anni la stessa trasmissione e non mi interessa predicare.
Mi rendo conto che mi stanno imbottendo di morfina e sapete una cosa? Credo che continuerò.
Non potrei vivere senza in un mondo come questo.
Non oggi, non io.
E così si ritorna ad “American History X” che in quanto prodotto cinematografico dovrebbe far parte anch’ esso della morfina che ci donano ma che, come altri prodotti è in realtà anche qualcos’ altro.
È una sorta di anti- morfina.
È quel qualcosa che una volta assunto potrebbe farti risvegliare dal torpore più dell’ ennesimo servizio sul delitto di Cogne e farti esclamare: “ma in che mondo viviamo?”
“American History x” fa il suo debutto nelle sale nel 1999 con regia di Tony Kaye (ennesimo regista proveniente dai videoclip alla sua prima e unica regia) e Edward Norton protagonista.
Essenzialmente si tratta della storia di Derek (Norton) che, uscito dal carcere per aver ucciso in modo brutale tre neri che tentavano di rubargli l’ auto tenta di ricostruirsi una vita e di riportare sulla retta via il fratello Danny (Edward Furlong) che durante la sua detenzione ne aveva preso il posto tentando di imitarlo nel suo estremo filo- nazismo.
La storia, raccontata in questo modo, potrebbe anche sembrare abbastanza banalotta e forse in fin dei conti lo sarebbe se non fosse per lo spinoso problema toccato.
Bande di neri che ammazzano chiunque, stupratori, la povertà nelle baraccopoli alle periferie delle città, ragazzi che sparano ad altri coetanei nelle scuole.
Il cinema americano ha portato sullo schermo praticamente ogni tarlo della sua società eppure il problema delle bande giovanili filo- naziste sembra quasi messo da parte.
Dimenticato, oscurato da questioni più importanti, messo a tacere.
Decidete voi quello che più vi aggrada ma è un fatto che nessuno (o quasi) ne parli mai.
L’ unica spiegazione che riesco a darmi è che qualcuno di fronte a certi orrori (perché orrori sono) chiuda gli occhi e, come i bambini, speri in una scomparsa del male.
Tanto per essere chiari: non funziona così.
Ma “American History x” è un film.
E in quanto tale va giudicato.
Al di la delle questioni che porta a galla di cui mi piacerebbe discutere a lungo, la pellicola è un prodotto buono ma non eccellente.
Diciamolo: Tony Kaye alla regia non è un genio.
Alterna il bianco e nero per i ricordi passati (la fantasia al potere!) al colore delle avventure presenti e anche in questo sbaglia qualcosa: il bianco e nero sembra troppo perfetto, troppo lucido, troppo videoclip per raccontare le sconvolgenti esperienze di Derek in un mondo dominato dalla violenza più pura.
L’ uso di musiche classiche per le scene più sconvolgenti (almeno due, di cui una quasi da voltastomaco) è abbastanza particolare e un Norton muscolosissimo e ipertatuato contribuisce con un’ interpretazione quasi perfetta a dare quel tocco in più ad una pellicola che avrebbe benissimo potuto perdersi in un fiacco drammone.
Insomma “American History x” è si un pugno allo stomaco ma non troppo forte.
Ti avverte che sei sotto morfina ma non ti fa risvegliare completamente e finisce che quasi sicuramente dopo un’ esclamazione del tipo: “Azzo che schifo di mondo, ma quelli non si fanno schifo quando vedono queste cose?” ricadrai sotto il suo effetto senza tante proteste.
In fondo fa comodo.
Non senti niente, non vedi niente, chiudi gli occhi e tutti i problemi spariscono.
O no?
REGIA: Tony Kaye
ANNO: 1999
GENERE: Drammatico
VOTO: 7
QUANTO PREGHI CHE NORTON NON FACCIA QUEL CHE FA CON IL NERO SULLO SCALINO: 10
CONSIGLIATO A CHI: Ha lo stomaco forte e vuole vedere Norton nel suo anno d’oro (non che dopo sia peggiorato, anzi se possibile è migliorato ancora! Ma nel 1999 uscì anche “Fight Club”!)