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venerdì 19 ottobre 2007

ROB ROY


Un giorno lessi una recensione della cara Lilith su robocop e decisi di recuperarlo insieme ai suoi seguiti.
La regia del primo ed inimitabile era di un certo Verhoeven che alcuni anni dopo girò anche il sexy thriller Basic Instinct: recuperai anche quello insieme al suo (a quanto pare) osceno seguito firmato Michael Caton Jones.
Decisi di andare a vedere che aveva mai fatto questo Jones per produrre una tale schifezza (ma ancora non l’ ho visto quindi non vi so dire se ciò corrisponde davvero a realtà) e scoprii questo Rob Roy, datato 1995 con un cast di tutto rispetto: Liam Neeson, John Hurt e Tim Roth già bastarono per ingolosirmi mentre Jessica Lange e Brian Cox altro non fecero che completare l’ opera.
Ma la domanda che ci si pone a questo punto è: di cosa parla Rob Roy?
Il film narra le vicende di Robert Roy Mac Gregor (Liam Neeson), una sorta di Robin Hood scozzese realmente esistito nel diciottesimo secolo, che, proprio come quest’ ultimo, cerca di mantenersi indipendente e di creare una propria comunità felice in un mondo di duchi e marchesi corrotti e senza alcuno scrupolo.
La storia è presto detta: la richiesta di Rob Roy per un prestito al marchese John Graham di Montrose (John Hurt) da il via al piano dello scagnozzo del marchese (Tim Roth) che decide di rubare tutti i soldi e uccidere il migliore amico del Nostro che aveva l’ incarico di riceverli dalle mani di Killearn (Brian Cox) anch’ esso implicato nella vicenda.
La questione porterà all’ inevitabile conflitto tra Graham e Roy che si concluderà con un bellissimo duello di spada tra quest’ ultimo e l’ odioso Archibald Cunningham (scagnozzo del marchese).
La storia, molto classica e con un finale prevedibile, viene però svolta con maestria: la pellicola è volutamente lenta e non ha picchi di azione inutili, Jones tende a mostrare la bellezza di paesaggi davvero ineguagliabili (molto simili a quelli visti nel recente King Arthur) e fonda tutta la sua opera sulla bravura di attori che dimostrano di saperci fare anche con i ruoli in costume.
Certo fa impressione vedere Liam Neeson in kilt e con i capelli lunghi (a me ricorda un po’ il Kevin Costner di Waterworld), John Hurt (ma quanto è brutto?) tutto imparruccato e Tim Roth (allora appena uscito dallo strepitoso successo di Pulp Fiction) con vestitini rosa e movenze da checca (sia chiaro che non ci sono intenti razzisti nella mia affermazione!), ma ognuno qui fa la sua bella figura.
Neeson è davvero convincente nel ruolo del buono dall’ onore d’ acciaio e Roth riesce a farsi odiare fin dai primi 5 minuti senza risultare peraltro una detestabile macchietta (anche se siamo davvero al limite, ma è questa secondo me la sua grande capacità).
Jessica Lange infine se la cava egregiamente e mette in mostra ancora una volta tutta la sua bellezza e persino la sua sensualità in larghi gonnelloni da contadina che certo non aiutano!
L’ unico a mancare all’ appello è Sean Connery che rifiutò la parte del Duca di Argyll (che durante la vicenda aiuterà Rob Roy) ma sinceramente non se ne sente la mancanza.
La regia si muove molto bene tra squarci di vita quotidiana del clan di Roy e vita (senza morale) di corte e riesce nell’ intento in cui King Arthur ha fallito miseramente nonostante tutti i buoni propositi e l’ obiettivo decantato: il realismo.
Nessuna donna vestita con strisce di cuoio e battaglie epocali da “Signore degli anelli” ma “solo” inseguimenti (davvero ben fatto quello a danno di Mac Donald, amico di Roy) razzie, stupri (la scena fa star male per la crudeltà) e grandi duelli di spada tra cui l’ ultimo che viene ricordato come uno dei migliori nella storia del cinema (per realismo e tensione e non per movenze assurde a la "Matrix"!).
Insomma non ci si trova davanti al capolavoro o al film innovatore per eccellenza ma una bella visione la merita questo pellicola, per rivalutare un po’ il bistrattato Jones e per riscoprire un film che nell’ anno della sua uscita venne adombrato dal successo del contemporaneo Braveheart.
((Un grazie speciale a Lilith che mi fa conoscere film senza volerlo!))
REGIA: Michael Caton Jones
ANNO: 1995
GENERE: Storico
VOTO: 7, 5
CONSIGLIATO A CHI: è appassionato di film storici e non vuol star li a perdere tempo con Troy, King Arthur, Le Crociate o chissà che altro.
QUANTO VIENE VOGLIA DI PRENDERE A SCHIAFFI TIM ROTH E QUANTO FA VENIR IL VOLTASTOMACO LIAM NEESON CHE SI NASCONDE DENTRO UN BUE MORTO DA GIORNI: 10