Visualizzazione post con etichetta Nolan Christopher. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nolan Christopher. Mostra tutti i post

venerdì 8 agosto 2008

THE DARK KNIGHT- IL CAVALIERE OSCURO

Eccolo!
Non vi dico nulla per non rovinarvi la sorpresa sul giudizio mio e di Leo...leggermente differenti questa volta!
Prima trovate la recensione di Leo e poi la mia...in attesa di ammettere che sono una testa di legno troppo dura persino per me.

IL TOTEM DEL PIPISTRELLO E LO SCIAMANO BUFFONE

BY LEO

Il pipistrello.
Le ali dell’angelo decaduto.
Temono la luce. Come i vizi capitali, come nel buio delle caverne.
Latino Vespertilio e greco Nykterìs, come i nomi dei sonnambuli notturni.
Le anime dei morti squittiscono come i pipistrelli, nell’Odissea omerica.
Chirotteri, mammiferi volanti.
Per Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179) essi sono uccelli, ma assai peculiari. «Volano specialmente quando gli uomini dormono e gli spiriti, di conseguenza, se ne vanno in giro»; suggerisce che se qualcuno soffre di itterizia deve trafiggere un pipistrello vivo e appoggiarlo sul proprio dorso, stringendolo bene. La malattia passerà dall’uomo al ricettacolo sacro fornito dal corpo morente del pipistrello [Biedermann, H., “Simboli”, 1989 (ed. orig.); pp. 407-408] .
Eppure talvolta come per l’ambivalenza regale di tutti i simboli, esso si pone come speculare lato positivo. In Cina fu segno di felicità, e non mancano mandala orientali con una costruzione ‘à la quinconce’: quattro pipistrelli ai lati di un immaginario quadrato contenente al suo interno un cerchio, il cui centro è a sua volta un altro pipistrello alato.
Per i Quiqué-Maya, un divino essere infernale è il ‘pipistrello che strappa le teste’. Le streghe lo attorniano adoranti nei sabba iconici.

Un demone. Uno spirito, puro pneuma.
Non importa se sùpero od ìnfero.
Ambivalente, ambiguo. Morte e felicità.
Un simbolo potente.

Un folle.
Il buffone. Origo et fons degli ‘Arcani Maggiori’ dei Tarocchi, il numero 0.
Un lacero viandante vi è raffigurato sopra, cacciato e scacciato da un minuscolo cane.
È l’inesperienza, all’attiva ricerca della saggezza [Biedermann, cit., p. 80].
Nell’eterno Qohélet la follia può essere più saggia della sapienza (10,1).

L’uomo pipistrello è il totem del clan degli uomini dell’immaginaria città di Gotham.
Li unisce come costruzione sociale ipostatizzata, concreta, nella potenza arcaica del suo simbolo.
Le sue ali solcano i cieli nelle nuvole notturne. Avvolgono come un manto oscuro i sogni di una città creata nell’immaginale a fumetti tra gli anni ’30 e ’40 dell’America reale, uscita dalla Grande Depressione solo per scivolare in un’altra guerra mondiale.
Non è il rosso sgargiante dell’altro eroe della DC Comics, il fuoco della porpora imperiale combinato con il blu della regalità delle icone bizantine.
È il nero.
Gotham è il lato oscuro di Metropolis.
Gotham è una città di questo squarcio iniziale di III millennio.
I suoi cittadini sono i nostri vicini.
La polizia in balia del crimine sono le nostre forze dell’ordine. I suoi vigilantes privati sono le risposte allarmate della cittadinanza. A paura altra paura; all’indifferenza la spasmodica azione concreta.
Il loro panico è la nostra angoscia.
Metropolis è morta.
Lunga vita al nostro animale totemico, mentre ci lanciamo in un ballo sfrenato attorno al palo sacro, al nostro Axis mundi. Sapendo che, come in un blasfemo sabba lovecraftiano, poco oltre, là nella scia dei Grandi Antichi (=gli eterni archetipi umani dell’inconscio), sull’orlo del baratro, non stiamo facendo altro che divinizzare la nostra angoscia, la nostra sofferenza.
Questa è la nostra “sacra volta” che ci ripara, sotto cui difenderci dalla pioggia incessante di questa virtualità reale quotidiana, la nostra religione moderna ed accessibile democraticamente a tutti: la paura.
L’uomo-pipistrello è il nostro profeta.
Un simbolo.
Sùpero od ìnfero non ha importanza ora.
Questo è l’eroe di cui Gotham non ha bisogno, ma solamente colui che Gotham si merita.
La coscienza esteriorizzata ed oggettivata in un simbolo, in un animale.

Il buffone è il saggio.
Voilà, vengono date le carte.
Gira la pallina nella roulette.
Fa’ il tuo gioco.
Ma non è abbastanza. Perché non ha senso quell’eterno aspettare il numero giusto.
Il viandante ha già visto. Ha vestiti sfatti. Il viandante ha conosciuto l’animo umano. Ha capelli sporchi. Il viandante ha capito il fuoco spento che s’agita dietro i sorrisi falsi. Ha trucco sfigurato. Il viandante ha sentito tutte le voci, tutti i rimproveri, tutte le lodi, le poesie e le bestemmie.
Non lo guida mano di uomo, non sente voce di amici. Ignora convenzione per farsene gioco.
Dio stesso gioca con l’ambiguità, con il potere dei simboli: ad un pazzo donare la saggezza!
Eppure non pare idea così bislacca. Non quando lo si vede agitare le mani al vento, estasi estetica alla pioggia. Non quando sfida i potenti su regole d’imposizione.
Non quando sale sul palo del totem per farsene beffe – o per adorarlo – e dimostrarsi sciamano più vicino ai cieli dei comuni mortali che venerano timorosi il pipistrello da terra, in ginocchio, con la pelle sporca di fango, senza capirlo.

Perché lui è l’alter ego del pipistrello. Giorno e notte. Compagnia e solitudine. Caverne e reggia del
re. Insetti e corte principesca. Entrambi reietti, entrambi prigionieri di un archetipo. Due facce della stessa medaglia.

Non è ancora Frank Miller. Non è ancora Metropolis contro Gotham.
Ma le basi sono gettate. Il buio è calato. I buoni cadono. Chi ha tradito, è impazzito e ha ceduto al potere dell’inconscio, abdicando alla salute mentale [Harvey Dent]. E con il buffone il gioco diventa preda di sadismi folli, e masochismo inutile. Chi ha iniziato l’escalation al male? L’esaltazione del bene a tutti costi del pipistrello. Chi è allora causa prima del male? Il bene?
Alle domande i cittadini singhiozzano e non rispondo. Cadono.
Il pipistrello ed il buffone non cadono. Loro stessi si sono fatti miti. Un rito è la celebrazione di un mito, la sua riattualizzazione comunitaria. Un fatto accaduto agli dèi in epoche passate. Carne di mito, carne di dèi.
Celebriamo questo rito. Cediamo alla follia – o all’oscurità.

> Stiamo assistendo ad una vera e propria esplosione di film dedicati a personaggi dei fumetti; anzi, posso affermare che tale è il nuovo mainstream dell’industria cinematografica. E il sacro, il bisogno di religiosità (si badi bene, non “religione”) lasciato vuoto dagli spazi già secolarizzati, viene riempito dalle sale domenicali, dai DVD del week-end. È la vittoria della “nuova mitologia”, del fantastico todoroviano in chiave cinematografica. Ma, visto che di altro si tratta (e lambisce la storia delle religioni e la letteratura), di questo ne parlerò in un prossimo post su geomythology.blogspot.com…
Qui prossimamente, “Hellboy 1+2” [avrebbe dovuto accompagnare il Cavaliere Oscuro, ma tant’è…], e la promessa storia dei peggiori film tratti dai fumetti della ‘I Era Marvel’ cinematografica.

REGIA: Cristopher Nolan
ANNO: 2008
GENERE: Avventura; Fumetti
VOTO: 9 ½ [un pugno di battute fuori luogo – cfr. i poliziotti attaccati dal Joker; impassibile Wayne/Bale e monocorde, forse troppo. Come tono meglio l’atmosfera generale di Iron Man. Ma il resto del cast è eccezionale. Ode a Gordon/Oldman –da Dracula a Batman resta invischiato nell’archetipo del pipistrello – e Caine/Alfred. Geniale e incorruttibile da ambo i lati della salute mentale Eckhart/Dent. Ledger titanico, folle…no, questa volta lode e merito sono meritatissimi. Purtroppo, non so quanto questo ruolo c’entri con l’epilogo della sua vita. Certo, il contatto della persona/maschera con l’archetipo folle non può avergli giovato. Ma è solo una speculazione assolutamente non verificata. Lascia a tutti l’interpretazione ultima. Spazzati via tutti i dubbi che anch’io ebbi a suo tempo. Arte pura]
QUANTO E’ LEGGENDARIO LEDGER NEL RUOLO DEL JOKER: 10
CONSIGLIATO A CHI: tutti. Iron Man è -finora- il capolavoro della Marvel. Questo Batman è il capolavoro della DC Comics.
> Tralascio il “Superman” di Singer – troppo kitsch, troppo retrò, troppo buonista. Efficace Kevin Spacey, ma non lo si può prendere sul serio per tutto il film. A tratti molto meglio “Smallville”. Voto: 5-
> “Batman begins” alla luce del sequel: 7/8 - [evidenziati i limiti delle battute fuori luogo, presenti in numero maggiore; nel 2° episodio maggiore compattezza. Comunque era il miglior film dedicato all’uomo-pipistrello, ora spodestato dal Cavaliere Oscuro]
> Post Scriptum: On-line già disponibile il trailer di “Watchmen” (You-Tube)…dobbiamo temere qualcosa considerando il regista di “300”? (Nulla da eccepire, se non lo spirito totalmente differente che anima i due film).

FINE RECENSIONE DI LEO.
INIZIO DEL DELIRIO DI DENEIL.

Dunque.
C’è sto tizio tutto vestito di nero con un cappuccio con le orecchiette a punta tipo gatto che se ne va in giro per la città a spaventare tutti con la sua voce da trans appena operato.

E c’è un altro tizio che ha delle inspiegabili cicatrici in faccia, si diverte a truccarsi come un pagliaccio e continua a leccarsi le cicatrici e a deglutire come un maniaco perché evidentemente crede di essere simpatico.

Capita poi che il tizio con le orecchiette da gatto altro non è che uno sborone di nome Bruce Wayne che è il più ricco dei ricchi di sta città che nessuno sa dov’è di nome Gotham City.
Del tipo è uno che se ne va in giro a comprar ristoranti e a pavoneggiarsi con il nuovo procuratore della città che quel ristorante è tutto suo e quindi lui un posto ce lo trova sempre.
Capita anche che l’altro tipo, il maniaco che si crede simpatico, organizza delle rapine in banca praticamente perfette dove alla fine rimane vivo sempre e solo lui e poi se ne va in giro a ricattare i più potenti boss della mafia perché tanto lui ha le cicatrici in faccia e se le lecca quindi non può che essere potentissimo e invincibile.
Poi c’è un terzo.
È un figaccione biondo che fa delle campagne pubblicitarie che neanche Berlusconi ai tempi d’oro e ovviamente piace a tutti ma soprattutto al signor orecchiette che quasi quasi decide di smetterla di rendersi ridicolo ogni sera con quel costume delle palle che tanto non serve a nulla dato che si fa sempre un male cane.

Capita che sto figaccione sia innamorato (e stia con) della stessa faccia flaccida da zitella inacidita che un tempo era fidanzata con il signore sborone che potendo avere tutta la figa di Gotham City e dintorni (se esistono dei dintorni dato che sembra nessuno esca mai da quella città di merda che un tempo era anche oscura e piovosa e ora non si sa come sembra una metropoli qualunque… dev’essere evidentemente bello abitarci!) è ovviamente ancora innamorato della zitellaccia a cerca di riconquistarla nel migliore dei modi possibili: promette di non mettersi più le orecchiette e parlare come un trans ogni benedettissima notte.

IN BASSO A DESTRA LA PROSSIMA COMPAGNA DI BATMAN SECONDO NOLAN?
Ci son quindi sti tre tizi più un commissario coi baffi che finge di odiare Orecchietta come potrebbe fingere un bimbo di tre anni, un sindaco con l’eyeliner che non si capisce bene che cazzo serva in sta città di merda e una marea di cittadini che fan solo del casino nei momenti più inopportuni.
Ecco ci son tutti sti personaggi un po’ ridicoli che però si prendono terribilmente sul serio e son diretti da un certo signor Nolan che con un budget supermegaultraiperstratosferico decide bene che ora lo fa lui il cinefumettone del secolo e poche storie!
Prende tutti (compreso un tizio che gli piace tanto dato che l’ha già messo con esiti per me esilaranti in un altro film che se ne va in giro con un sacco di iuta sulla testa come se nulla fosse) e tira su una storiona un po’ da gangster, un po’ epica, un po’ drammatica e molto tamarra dove tra esplosioni da cinema e una buona dose di azione diretta senza dubbio in modo migliore rispetto a quel casino di Batman Begins cerca di infilare domande tanto profonde quanto ormai troppo abusate.
E l’eroe che in realtà eroe non è, anzi è pazzo quasi quanto il pagliaccetto.
E i normali cittadini che tanto son pazzi omicidi pure loro sotto sotto.
E i carcerati che in realtà sono i più buoni del mondo.
E la politica corrotta e con due facce.
E via di questo passo mentre Nolan ancora si diverte con qualche gingillo Batmanesco (quella cosa che segna gli impulsi o che cazzo fa un po’ di casino nelle scene d’azione) e con attori truccati in modo divino (Joker) o in modo imbarazzante (Due Facce sembra uscito direttamente da un Batman di Burton, e non è un complimento per un film che si vuole prendere così seriosamente!).

IL TRUCCO DI DENT NEL SEGUITO DEL CAVALIERE OSCURO...
C’è una fotografia tanto oscura e patinata da dar quasi fastidio (se davvero si vuole rendere una città sporca e cattiva per me una fotografia del genere non avrà mai un senso) e ci sono gli attori.
C’è la Gyllenhall a cui viene dato tanto spazio quanto se ne darebbe a un pesce lesso senza una reale motivazione (comincio a credere che a Nolan le compagne di Wayne stian sulle balle dopo la scelta di sorriso storto- Holmes), c’è Morgan prezzemolo Freeman che dove lo metti sta con quei denti tutti storti, c’è Gary Oldman con i baffi che fa la sua porca figura, c’è Michael Caine maggiordomo a cui sono sempre affidate le battute da simpaticone, c’è Aaron Eckhart che per metà del film sorride piacione e per l’altra metà viene annullato da quel mascherone ridicolo, c’è Christian Bale che poveraccio sotto quelle ridicole orecchiette cerca di dare un tono anche al suo personaggio (che alla fine risulta semplicemente uno sborone che si trasforma di notte in un trans dalla voce inascoltabile) e poi c’è lui.
Si.
Lo so che lo aspettate tutti.
C’è Heath Ledger.
Che ommioddio si diamogli l’Oscar postumo che lui è il vero Joker, che se lo porterà nella tomba, che, mamma mia, interpretazione dell’anno se non del decennio….ecco.
Ora caricatevi….
Prendete la mira….
A me non ha fatto impazzire.
Si, ha delle belle cicatrici in faccia.
Si, ha anche delle belle battutacce.
Si, si muove come un pazzo paranoico persino mentre cammina.
Si, deglutisce e si lecca le ferite ogni tre per due….però basta!
Interpreta un pazzo!
E in quanto pazzo è stato evidentemente lasciato libero di far quello che voleva per rendere il suo personaggio al meglio.
Per questo mi ritrovo ora, non a criticare l’interpretazione (molto buona!), quanto il fatto che il lavoro di Ledger sia stato ampiamente aiutato da una sceneggiatura che gli permetteva di far praticamente quello che voleva.
Immaginatevelo un Depp libero di far quello che vuole.
Un Robert De Niro.
Un Jack Nicholson (che invece nel film di Burton aveva comunque un impostazione ben definita).
Immaginateveli e non venitemi a dire che Ledger sia Dio sceso in Terra per quel che ha fatto.
E se credete che lo sia cazzi vostri.
Quando resuscita fatemi un fischio.
E tra duemila anni sappiam a chi dare l’8 per mille.
Per le campagne pubblicitarie ci pensa Dent….

VOTO:7/8 (nonostante tutto maledizione devo ammettere che è un buon film...)

martedì 22 luglio 2008

SFOGO: THE DARK KNIGHT- IL CAVALIERE OSCURO

SU, SU, ODIATEMI!
Sarà che sti quindici giorni vanno più lenti di quanto potessi immaginare e riesco a innervosirmi per ogni cosa....

Ah non è ancora uscito?
Bene.
Perché io ne ho già le palle piene.
Ma non poco.
Non “Ne ho le palle piene” che poi mi metto ancora a vedere il trailer perché ancora un poco mi incuriosisce.
No.
Ne ho proprio le palle piene.
Che quando passa il trailer in tv su Italia 1 cambio.
Non ne posso più.
Ma proprio più.
Di vedere “IL CAVALIERE OSCURO” ovunque, comunque e semprumque.
E giri sui siti di cinema e ti parlano del cavaliere oscuro.
Di quanto è bello, di quanto è figo, di quanti record ha battuto.
Sono 8, no 9!
Attenzione giovedì batte il decimo record.
Ah be.
Notiziona.
Di quelle da tenere in prima pagina per mesi.
Il Batman di Nolan.
Il seguito di Batman Begins.
Quello dove c’era la consorte risata storta di Cruise che non faceva un cazzo per tutto il film.
Quello che il cattivo era uno spaventapasseri che persino il cattivo interpretato da Shcwarzenegger in quel baraccone del film di Schumacher si faceva ricordare di più.
Eh ma era oscuro e poi era un signor film.
No.
Non era un signor film.
Era semplicemente che veniva dopo il circo di Schumacher che ci mancava solo che metteva le scrittone Bang e Sbem e rifaceva il telefilm degli anni ’60.
O ’70.
Quel che era.
Non me ne frega un cazzo e non ho voglia di documentarmi.
Ho solo voglia di lamentarmi di quanto non ne posso più di sto cazzo di cavaliere oscuro delle palle e di tutti i suoi recordoni storici.
Forse uno dei film più gonfiati già prima di uscire che io abbia mai visto da quando son nato.
Ha battuto tutti i record!
Ma cazzo è 6 mesi che spaccate le palle in ogni modo: e il teaser poster e il poster vero e l’immagine del dietro le quinte e la maschera e il costume e il teaser trailer e il trailer e lo spot tv e il secondo spot tv e i quindici spot tv e il trailer italiano e quello in ungherese che attenzione c’è un immagine in più e il virale e il virale del virale e Due Facce e poi c’è lui ovviamente.
Joker.
Heath Ledger.
Con gente che senza neanche aver visto il film, senza neanche aver visto una miserrima scena che non sia il trailer vuole dargli l’Oscar.
E quindi via con altre mille coglionate.
E l’Oscar postumo, e Heath era grande e Heath era Marlon Brando e povero Heath e adesso ci facciam un film (voglio vedere se ci metton pure che ha girato "Il destino di un cavaliere"….) e Heath è il vero Joker e quel ruolo porta rogna (infatti Jack Nicholson guardalo come se la passa male…) e Heath di qui e Heath di la….Che Batman ha battuto ogni record!
Non lo sapevate?
Che a forza di dire battiam tutti i record è logico che la gente poi ci va a vedere sto benedetto cavaliere oscuro e finalmente li batterete tutti i record.
E poi la smetterete di smaronarmi la minchia finalmente.
Undicesimo record: avete spaccato le palle a Deneil come mai è riuscito a fare nessun altro film.

venerdì 18 gennaio 2008

THE PRESTIGE

Dato che la mia incursione nel western più classico non è stata così apprezzata e dato che non vi voglio far svenire con un altro carico di tre western (tanti saranno gli analizzati in una delle prossime recensioni!), eccovi un buon film dei giorni nostri rivisto a Capodanno.
In attesa di Leo e di altre magie di un altra Terra di mezzo...



Un film andrebbe visto almeno due volte per essere davvero compreso e apprezzato (o disprezzato).
Ne sono sempre più sicuro.
Regola valida per i thriller moderni con sorpresona finale (del tipo l’ assassino è il fratello gemello mai conosciuto o il colpevole è il protagonista buono che in realtà è cattivo perché alla fine era tutto un sogno del protagonista che era davvero buono ma poi è diventato crudele in seguito ad un trauma infantile che nessuno conosceva ma che noi potevamo comprendere dal fatto che... e via dicendo) così come per l’ ultimo film d’ animazione della Disney o ancora di più per il classicone di Stanley Kubrick dai milioni di significati.
Potrebbe forse non valere un principio del genere per una pellicola come “The Prestige” che si basa almeno per un buon 60% sul finale?
Lo dico subito per non essere accusato ingiustamente di cose che non penso: “The Prestige” ha molto altro.
Ha buonissimi interpreti, o meglio ha interpreti molto adatti ai ruoli: a partire Da Chistian Bale capace di crescere di pellicola in pellicola nonostante il faccione bonario, passando per Hugh Jackman che finalmente mostra a tutti di saperci fare anche senza artigli di adamantio e pettinature fumettose fino ad arrivare alla (a mio parere sopravvalutatissima) Scarlett Johansonn che nel ruolo della femme fatale un po’ traditrice, un po’ amante, un po’ vipera si cala alla perfezione senza dimenticare Michael Caine (che a dir la verità il ruolo assomiglia un po’ troppo a quello del maggiordomo di “Batman Begins” con a fianco Bale, tanto che mi aspettavo da un momento all’ altro un riflettore puntato sulle nuvole) e la tormentata Rebecca Hall.
Ha la regia perfezionista del buon Nolan che con “The Prestige” sembra essersi lasciato ormai alle spalle i timidi (ma coraggiosi) esordi per lanciarsi in grandi produzioni che puntano quasi sul sicuro.
Quasi.
Perché il suo “Batman Begins” nonostante l’ innegabile popolarità del personaggio andava incontro alla pessima fama dello stesso personaggio dovuta ai due filmaccioni di Schumacher e questo “The Prestige” sembrava quasi una scommessa: nonostante il grande cast e il grande budget chi avrebbe mai scommesso su una storia di maghi di fine ‘800.
E invece Nolan ci riesce.
Fotografia patinatissima e colori molto dark (anche questo mi ricorda senza troppi sforzi “Batman Begins”) insieme a scenografie grandiose mostrate con gran dovizia di particolari (mi ricorda un po’… “Batman Begins”!) fanno di “The Prestige” un classico del new Nolan style.
E poi c’ è la storia.
E qui viene la seconda visione.
Ad una seconda visione il film sembra si molto curato ma non eccezionale come mi era parso la prima volta.
I personaggi sono si ben approfonditi ma non troppo ma soprattutto è la storia a perdere colpi.
Certo è curioso notare come il regista (anche sceneggiatore, ma non creatore della storia tratta da un romanzo) riesca a mantenere il segreto (che già si conosce dalla prima visione e che eviterò di svelare a chi non ha ancora visto) fino ai due- tre finali e il gioco delle due storie ricavate dalle lettere che si incastrano alla perfezione eppure Nolan sembra voler accontentare un po’ tutti.
Sembra non spingere troppo sull’ acceleratore.
Crea un ottimo blockbuster insomma.
Non troppo autoriale ma comunque riconoscibile, non troppo complicato ma comunque intrigante, non troppo lungo ma comunque lunghino.
Non troppo ma comunque.
Insomma “The prestige” è un buonissimo prodotto da non confondere con un capolavoro come è stato urlato ai quattro venti in molte occasioni.
E Nolan in questo momento non è eccezionale ma comunque è un buon regista.
O semplicemente è un gran virtuoso.
E qui sta il prestigio: nel non essersi ancora fatto scoprire totalmente.
REGIA: Christopher Nolan
ANNO: 2006
GENERE: Drammatico, maghesco
VOTO: 7,5
QUANTO SE LA CAVA DAVID BOWIE IN UN RUOLO CHE SEMBRA FATTO APPOSTA PER LUI: 9
CONSIGLIATO A CHI: Vuole tentare di indovinare i finaloni a sorpresa.