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domenica 25 novembre 2007

UN LIBRO UN FILM_ 1408


Per leggere la recensione del racconto da cui è stata tratta questa pellicola cliccare qui.
Finalmente al cinema a godermi una trasposizione da un romanzo di King dopo l’ orribile esperienza de “L’acchiappasogni” 5 anni fa.
Questo è stato il mio primo pensiero all’ entrata in sala, rigorosamente solo, abbandonato da amici che preferisco non dire cosa sono andati a vedersi!
Innanzitutto voglio che sia chiara una cosa: non paragonerò in nessun modo “1408” a “Shining” perché si, si tratta in entrambi i casi di horror (tanto per dargli una definizione banale) ambientati in un albergo e il protagonista rimane uno scrittore ma per il resto non vi è niente in comune tra le due pellicole a partire dal fatto che lo “Shining” del 1980 non è una storia di King ma di Kubrick e se anche vogliamo prendere in considerazione i romanzi/racconti da cui sono stati tratti ci troviamo di fronte a due scritti completamente differenti, messi su carta per motivi e in tempi diversi.
E qui chiudo con i paragoni tanto acclamati dalla sempre più accecata critica cinematografica autorevole.
Ma veniamo a questo tanto acclamato “1408”, “Il miglior film tratto da una storia di Stephen King dai tempi di Shining”.
Ma smettiamola!
Ma davvero chi ha scritto questa cosa ci crede?
Ma ha mai visto “Misery”, “Stand By Me” o “Le ali della libertà” ?
Evidentemente no e molto probabilmente sarà lo stesso che si è scervellato per trovare i paragoni con “Shining”.
Lasciatelo stare quindi e seguitemi all’ interno di questo Dolphin Hotel.
Il film narra le vicende (come già detto nella mia recensione sul racconto da cui è stata tratta questa pellicola) di uno scrittore di horror seriali che non crede più in quello che scrive ma anche nello scrivere in se.
È in questo modo che Mike Enslin si avvia a visitare l’ ennesima stanza “maledetta”, la 1408 (la cui somma è uguale a 13 quanti ve l’ han detto?) situata casualmente ad un tredicesimo piano mascherato da quattordicesimo.
Ad accoglierlo nell’ albergo il direttore interpretato da Samuel L. Jackson (“luciferino come mai prima d’ ora”, anche questa è una frase che ho letto spesso) che tenterà di dissuadere l’ insistente cliente in tutti i modi senza riuscirci.
E quindi via, nella stanza degli orrori, tra spettri che potete benissimo vedere anche nel trailer e defunti in bianco e nero, tra cui la figlia di Mike, morta anni prima e per cui il padre si sente ancora distrutto e in colpa.
Non vi racconterò niente di più semplicemente perché raccontare un film horror (ancora questa parola! Ma vi assicuro che non è solo questo!) è semplicemente una follia o un modo per rovinare la sorpresa al festeggiato e quindi via all’ analisi.
Detto che non si tratta di “Shining” (toglietevelo dalla mente ok?) e nemmeno di quel capolavoro di sottile tensione psicologica che è Misery, “1408” è davvero un buon film.
Ecco l’ ho detto!
Me lo sono tolto dallo stomaco.
Non lo credevo, mi sono aspettato fino all’ ultimo una caduta di stile (beh a dir la verità una c’ è..vedrete Samuel L. Jackson dentro un frigorifero!) ma devo dirlo, “1408” è FINALMENTE una buona trasposizione di un racconto di King.
Anzi, se posso permettermi, si tratta di una passaggio su celluloide migliore del racconto non proprio eccelso da cui il film è tratto e ne è il naturale completamento.
Laddove il racconto si limitava ad accennare una sorta di orrore basato sullo “scioglimento” (anche letterale) della realtà della camera davanti agli occhi di Mike, il film si fa prosecutore di questa linea e racconta il disfacimento non solo fisico ma psichico della nostra dimensione di fronte al protagonista.
Finalmente una sceneggiatura riesce a trasportare sullo schermo quel male che King descrive da quando è nato ormai e che si può trovare in ogni cosa senza renderlo ridicolo (vedi ad esempio il pessimo “The mangler”), un male padrone della stanza da cui Mike Enslin (il bene…non prendete in giro, King in fondo mette in campo sempre bene vs male e lo dice anche!) cercherà in tutti i modi di fuggire.
Un Mike Enslin splendidamente interpretato da un John Cusack (a tratti anche autoironico!) in gran forma che, oltre alla vaga somiglianza fisica con lo scrittore del Maine (quando si mette il cappello e gli occhiali è uguale a King!) si fa notare per una recitazione decisamente sopra le righe che però si adatta benissimo a questo tipo di narrazione.
Non aspettatevi quindi sottili giochi psicologici o incredibili inquadrature che innoveranno il genere (anche se c’ è da dire che la regia del misconosciuto Mikael Hafstrom con soli due filmetti all’ attivo è ben al di sopra della media del genere!) ma un classico film d’ orrore che vi farà saltare qualche volta sulla poltrona (io cercavo di far l’ indifferente perché ero solo e non potevo fa figuracce ma ogni tanto avevo il cuore che mi batteva tra i capelli!) e che riesce a farsi apprezzare nella sua ora e 45 minuti pur utilizzando tutti i clichè del genere.
A caldo rimangono impresse senza dubbio una scena del protagonista fuori dalla finestra con una zoomata all’ indietro che ci mostra come la sua sia l’ unica finestra rimasta sulla parete (e chi vuol intendere intenda!) e una fantastica sequenza in cui Mike sembra diventare sordo per un attimo e sarete avvolti da quel classico sibilo che ti prende quando hai le orecchie tappate (spero per voi che quando sarete in sala non ci sarà qualche pirla a parlare perché l’ effetto è notevole!)
Insomma “1408” non mi ha deluso, così a caldo direi anzi che si tratta di un ottimo prodotto soprattutto se confrontato all’ 80% delle trasposizioni da King.
Cosa dire ancora?
Non entrate nella 1408!
Io senza dubbio sarò un po’ inquietato d’ ora in poi negli alberghi da solo, chissà quante persone sono state male su quel letto.. chissà quanti vi sono morti.
REGIA: Mikael Hafstrom
ANNO: 2007
GENERE: Horror, paranormale
VOTO: 7, 5
CONSIGLIATO A CHI: come me non ne poteva più di vedere le parole di King rovinate sullo schermo
QUANTO è PIRLA IL MIO VICINO DI POLTRONA CHE A FINE PELLICOLA HA DETTO: “SICURAMENTE CI SARà UN SEGUITO AH AH!” E NON HA CAPITO UNA MAZZA DAL PRIMO MINUTO: 10