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lunedì 26 maggio 2008

WHAT HAPPENS IN VEGAS...- NOTTE BRAVA A LAS VEGAS

Io amo i multisala e Alessandria.......

I multisala.
Posti incredibili: 7 sale cinematografiche con poltroncine che sembra di essere sempre nel salotto di casa tua, impianti audio stratosferici, parcheggio sempre disponibile e gratuito, bar interno pieno di qualsiasi schifezza un uomo possa desiderare di avere a fianco alla sua poltroncina da Re scelta appositamente da uno schermo tra centinaia, giovani baldanzosi alle casse e al bar e tanta tanta tanta voglia di far vedere che sei in un posto nuovo di zecca.
Il progresso.
Solo questione di tempo e vedrete che il multisala arriverà anche in Alessandria e allora finalmente anche questa infima cittadina incapace di sfruttare la sua posizione strategica all’interno del triangolo industriale più importante d’Italia (Genova-Torino-Milano), la città di Borsalino o qualsiasi cazzata possiate leggere su wikipedia, allora anch’essa finalmente si muoverà verso lo status di città moderna.
Come può una vera città non avere il multisala?
E allora via a una megacostruzione da milioni di euro piena di vetro e cemento e vetro e cemento e scritte sberluccicose che si vedono da miglia e vetro e cemento e vetro e cemento.
In centro in Alessandria?
Certo che no, non c’è spazio.
Nella periferia di Alessandria?
Figurarsi chi lo vuole un palazzone tipo Torre nera di Stephen King di fronte a casa?
L’idea geniale: mettiamolo a 10 km da Alessandria in mezzo a un campo coltivato contornato da capannoni della Michelin, di Guala e qualsiasi altro schifo industriale vi possa venire in mente.
Mettiamolo li a marcire tra operai che finiscono i turni di lavoro alle 10 di sera e l’ultima cosa che vogliono vedere sono una serie di facce da culo felici di andare al cinema proprio di fianco a dove loro si sono appena fatti un mazzo gigantesco.
Mettiamolo li e ficchiamoci dentro anche un bell’hotel!
In mezzo al nulla.
Anzi.
Vicino alla più conosciuta discarica della zona capace di impuzzare persino Alessandria se il vento gira male.
E aggiungiamoci anche una pizzeria di RossoPomodoro e una bella salagiochi che non fan mai male.
Una piscina con scivoli multipli ed eccolo li.
Homo sapiens 2000.
Un palazzone osceno in mezzo al nulla, vicino a una discarica con uno scrittone “HOTEL” sopra che sembra di essere in un film horror dove l’ HOTEL è l’ultima speranza di salvezza.
O sembrerebbe esserlo.
Perché il multisala Uci Cinemas (che nome è????) di Alessandria è la morte della poesia.
Del cinema.
E non solo.
Il multisala Uci è la morte e basta.
7 sale cinematografiche con poltroncine che sembra di essere sempre nel salotto di casa tua con un audio stratosferico e parcheggio sempre disponibile?
Ma certo.
Peccato che le poltroncine abbiano un bracciolo largo più o meno mezzo metro che se uno vuole abbracciare la propria ragazza deve fare stretching per mezz’ora prima o avere le braccia di Gianni Morandi.
Peccato che dell’audio stratosferico sinceramente me ne sbatta un po’ le balle se proprio non devo vedere l’ultimo cazzatone di Emmerich o Bay.
Peccato che chi ha progettato il parcheggio molto probabilmente è uno scimmione portato di peso dall’Africa.
Ora io non saprei come descriverlo a parole ma immaginatevi voi un’immensa piazza asfaltata con qualche muretto ogni tanto.
Se una persona dotata di cervello dovesse disegnarci dei parcheggi è logico che partirebbe dai muretti per segnare le strisce per terra ma.
“Ma tanto abbiam tanto spazio chissenefrega!Chiama lo scimmione che lo paghiam poco e risolve tutto lui”

Peccato che il bar interno sia si pieno di qualunque schifezza ma si faccia pagare come il bar più costoso di Torino situato in pieno centro a un passo dalla Mole (non dalla discarica di Castelceriolo).
Per dirvene una: mezza d’acqua 2 euro.
Per dirvene un’ altra: i peggiori popcorn che io abbia mai mangiato al cinema, tra il vecchio, lo scaldato, l’acido e il bruciato.
3,30 euro per una porzione piccola.
Devo commentare?
Peccato che i giovani baldanzosi alla cassa sono le persone più scazzate della Terra.
A ragione.
È gente sottopagata che la prima cosa che ti viene in mente son i lavoratori del Mac (4 euro all’ora mi pare con turni anche improbabili come quello dalle 23 alle 3 di notte) e poi pensi e ripensi e si: quella che strappava i biglietti prima lavorava proprio al Mac.
Peccato che tutta quella voglia di far vedere che sei in un luogo di grandi divertimenti, nuovo di zecca, simbolo del progresso, simbolo di un Alessandria che va avanti in realtà sembri semplicemente un brutto scatolone di vetro e cemento messo in mezzo al nulla tra discariche e fabbriche di pneumatici.
ATTENZIONE: INIZIO FRASE SBORONA
Che poi i ventenni alessandrini entrando in un luogo del genere dimostrino tutto il loro provincialismo (e qui so che mi prenderò degli insulti da qualcuno dato che io pure dovrei considerarmi tale) con bocche spalancate e “oooohh” di meraviglia e sguardi che girano impazziti per capire se si tratta davvero di Alessandria o è un sogno, quello penso non sia affar mio.
Contenti loro, contenti tutti direbbe qualcuno.
Tutti meno me.
FINE DELLA SBORONATA
Comunque.
Comunque è del film che volevo parlare.
Almeno inizialmente.
Almeno prima che mi ricordassi in che razza di posto sono finito ieri sera.
Ma dovevo provarlo.
Non si può sparlare di una cosa senza averla provata.
Provata!
Ora ne posso sparlare quanto voglio!

E quindi “Notte brava a Las Vegas”.
Altra cosa di cui mi sarebbe piaciuto sparlare malamente.
Altro film che già dal trailer dicevo: sarà la solita cazzatina prevedibile con Ashton Kutcher che fa il figo e la Diaz che fa le sue faccette buffe.
E lo è.
“Notte brava a Las Vegas” è la cazzatina cn Kutcher che gira metà film con i jeans a petto (muscoloso) nudo e la Diaz che si aggira tra faccette buffe e “facciam vedere quanto son ancora in forma alla mia età!”
Ma è una cazzatina fatta bene.
Diretto da un Tom Vaughan capace di ridare nei pochi minuti iniziali tutta l’atmosfera di Las Vegas con un montaggio frenetico e immagini simbolo della città del gioco, del vizio e di tutto quello che volete.
Interpretato da due attori che molto probabilmente non vinceranno mai un oscar se continuano a girare un certo genere di film (nonostante la Diaz abbia comunque lavorato per registi importanti come Gilliam) ma che si dimostrano immancabilmente la scelta migliore a discapito di tanta altra gentaglia.
E soprattutto scritto in modo impeccabile da una Dana Fox capace di legare alla perfezione un certo tipo di comicità tipico di questo genere di film a una più spicciola e magari più grezza alla “American Pie” senza dimenticare il lato romantico che ovviamente alla fine prenderà il sopravvento (non è uno spoiler, lo sappiam tutti come deve finire un certo genere di film!)
“Notte brava a Las Vegas” è una bella cazzatina mi tocca ammetterlo.
Nonostante tutti i dubbi iniziali, nonostante vedere due facce da pirla del genere in una locandina è quanto mai raro, nonostante pensassi che le uniche scene divertenti sarebbero state quelle del trailer (il che è quasi una sicurezza quando vai a vedere certi film), mi tocca ammettere di aver visto un buon film di genere.
E ci tengo a ribadirlo: nel suo genere.
La Diaz riesce benissimo nel ruolo di eterna ragazza sovreccitata dalla vita moderna e con il suo sorriso da orecchio a orecchio e tutte quelle smorfie, quelle urla e quelle scene da pazza isterica non può non far sorridere.
Kutcher ce la mette tutta per far vedere quanto è figo (gli sguardi gigioneggianti alla camera non si contano!) e ogni tanto prova persino a far vedere di essere capace a recitare come dimostrò ormai secoli fa (4 anni Den, solo 4 anni) in “The Butterfly effect”
Il regista fa di tutto per dare una sua impronta ad una pellicola che probabilmente molti altri si sarebbero limitati a dirigere con una mano sola.
Il risultato è buono.
Certo mentre esci dalla sala e cerchi di raccogliere due idee che sian due ti rivengono in mente (e sullo stomaco) solo i popcorn rancidi e quei poveracci costretti a lavorar dentro quello scatolone abbandonato nel nulla ancora per qualche ora.
Pensi ai 7,20 euro di ingresso (8,20 euro se vuoi le poltrone vip ovvero delle robe rosse enormi al centro del cinema manco fossi a un ricevimento Reale…)
Non c’è bisogno neanche di pensarci, ci pensa il portafoglio a farsi sentir più leggero.
Ti riavvii verso la nuova Alessandria (quella che finalmente ha il multisala) e vedi ancora sullo sfondo vetro e acciaio sormontati dallo scrittone luminescente HOTEL.
Ti volti verso chi sta guidando e capisci che non c’è film brutto, luogo orrendo, posto triste che possa rovinare una serata con lei.
Ti volti verso chi sta guidando e semplicemente ti senti bene.
REGIA: Tom Vaughan
GENERE: Commedia romantica
ANNO: 2008
VOTO: 7
QUANTA PUBBLICITà HA PIAZZATO IL MULTISALA UCI IN ALESSANDRIA NEI POSTI Più DISPARATI: 10
CONSIGLIATO A CHI: Vuole una commedia romantica di buon livello e farsi due grasse risate.