
Eccolo finalmente.
Quando tempo fa mi lamentavo nella recensione di “Basil l’ investigatopo” che di cartoni come quelli non se ne fanno più (come i vecchi lo so!) non avevo ancora visto questa pellicola.
Per cartoni animati come un tempo intendo quei piccoli gioiellini che puntavano semplicemente a far rimanere un bambino a bocca aperta di fronte alle meraviglie di un mondo fantastico o spaventato di fronte all’ ennesimo cattivone oscuro.
Non si interessavano agli adulti, non avevano doppi sensi che solo un maggiorenne (o comunque uno che ha più di 12- 14 anni) può comprendere, non cercavano di far ridere lo spettatore con scoreggie o bassezze simili.
Erano semplicemente delle bellissime favole per bambini.
Se la Disney anche con l’ avvento della Pixar e della computer graphic ha tentato di rimanere su questa lunghezza (si veda il bellissimo “Alla ricerca di Nemo” o il padre di tutta una generazione di nuovi cartoon quale è “Toy Story” ), la Dreamworks ha puntato tutto su un innalzamento dell’ età media per la visione dei suoi cartoni animati.
Ecco così spuntare Shrek (1, 2, 3, 1000!), Shark Tale e Madagascar pieni zeppi di riferimenti cinematografici e non e battute a doppio senso che solo un adulto può comprendere.
A seguire, come in un circolo vizioso, anche la Disney per non perdere terreno ha provato a fare la stessa cosa con “Gli incredibili”.
Sia chiaro: io non ho assolutamente nulla contro i cartoni della Dreamworks che, anzi, apprezzo molto ma resta il fatto che di cartoni per bambini ne rimangono ben pochi!
L’ ultimo fenomenale “Ratatouille” della Disney ha riportato la casa del Topolino più famoso del mondo sui suoi passi facendoci notare come una storia piuttosto semplice possa ancora conquistare i cuori di tutti noi adulti seriosi troppo presi dal folle ritmo della quotidianità.
Ma prima di Ratatouille e dopo Gli Incredibili e il mezzo flop di Cars c’è stato un film.
Una pellicola nata senza la collaborazione della fidata Pixar (la terza dopo “Chiken Little” e “Uno zoo in fuga”) che non è stata oggetto del solito tremendo battage mediatico che ti fa venir voglia di non andare più al cinema per sei mesi.
I robinson- Una famiglia spaziale nasce nel 2007 e si ricollega al filone delle pellicole adatte ai bambini.
La storia è quella di un bambino abbandonato in orfanotrofio che dopo 12 anni non è stato ancora adottato da nessuna famiglia a causa della sua mania per le invenzioni (che il 90% delle volte esplodono!)
Lewis condivide la camera con il piccolo e dolce Grufolo e la sua vita è destinata a cambiare con l’ arrivo dal futuro del coetaneo (o quasi, ha un anno in più) Wilbur che dice di venire dal futuro e lo incita a non arrendersi di fronte all’ ennesima invenzione “esplosiva” e per convincerlo della sua provenienza lo porta con se sulla macchina del tempo.
Da qui in poi il film si trasforma in un enorme sogno coloratissimo: macchine volanti, persone che viaggiano attraverso tubi trasparenti, i bizzarri famigliari di Wilbur (da ricordare assolutamente nonno Bud che non si capisce se si veste al contrario o si mette la testa al rovescio) e un nemico oscuro (l’ uomo con la bombetta) che non da pace ai due ragazzini.
Tra simpatiche gag confezionate appositamente per un pubblico molto piccolo (ad eccezione del piccolo riferimento a Tom Selleck in una scena!) e un piccolo- grande colpo di scena l’ ora e mezza della pellicola scorre via abbastanza velocemente anche se la prima parte un po’ macchinosa può far temere il peggio.
Insomma non ci troviamo di fronte ad un capolavoro (quale è “Ratatouille” a mio parere) ma “I Robinson” è senza dubbio una buona pellicolina.
Un passo indietro nel senso della ripresa di uno svolgimento a la vecchia maniera che rappresenta, a mio parere, un enorme passo in avanti per riportare i bambini al cinema senza che, all’ ennesima battuta a doppio senso di Shreck, rimangano con la bocca mezza spalancata ad interrogarsi se devono ridere perché lo fa il papà o se devono starsene zitti e buoni mentre tutti gli adulti si divertono al loro posto.
REGIA: Stephen J. Anderson
ANNO: 2007
GENERE: Animazione
VOTO: 7
QUANTO SOMIGLIA LA MAESTRA PAZZA A DORIS DI “ALLA RICERCA DI NEMO”: 10
CONSIGLIATO A CHI: Vuole tornare un po’ bambino e non pretende di assistere a chissà quale capolavoro