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giovedì 19 maggio 2016

LA SCENEGGIATURA QUESTA SCONOSCIUTA


C'è un problema grosso nei blockbuster americani odierni: la sceneggiatura.
Prendete un qualsiasi prodotto ipercostoso prodotto a Hollywood per il grande pubblico e vi renderete conto che non manca nulla: grandi attori, scenografie incredibili, effetti speciali da urlo, fotografia pazzesca e effetti sonori che ti sembra di essere catapultato dentro il film.
E la sceneggiatura?
La sceneggiatura nel 90% dei casi non esiste.
Si certo, ci hanno lavorato sopra 10 persone, c'è chi ha pensato il soggetto, chi lo ha elaborato per primo, chi l'ha ripensato, chi l'ha stravolto, chi lo ha riportato all'origine e chi, con sprezzo del pericolo ha fatto le ultime modifiche e ci ha messo pure la firma ma, statene pur certi, farà schifo.
Provate a guardare anche solo una megaproduzione Holliwoodiana degli anni '80 (senza andare a scomodare anni ancora più gloriosi) e notate le differenze tra un film scritto da persone intelligenti per persone intelligenti e un carrozzone scritto da persone (forse) intelligenti per quella che si crede una massa di rincoglioniti.
Non vi capiterà mai (o quasi) di vedere un blockbuster oggi iniziare in medias res perché tutto va prima spiegato, poi rispiegato a metà film e infine riassunto alla fine della pellicola, in modo che tutti, ma davvero tutti, possano comprendere.
Ma non è solo un problema di spiegoni il mio e non vuole nemmeno essere un discorso da vecchio trombone amante del vecchio cinema: mi piacciono i film moderni, non sono un amante del bianco-nero o uno che vi dirà mai “Ah ma come recitava Marlon Brando, oggi nessuno!”. Vi dirò di più: amo i blockbuster con tutti gli effettacci speciali e il loro dispiego di tecnologia, ma non ne posso davvero più.
Ieri sera ho visto Capitan America: Civil War.
Ho aspettato un paio di settimane dalla sua uscita perché, pur avendo visto finora tutti i film Marvel usciti nelle sale, con l'ultimo Avengers mi ero scottato non poco e Ant-Man mi aveva quasi dato la botta di grazia.
Ma io non demordo.
Le critiche a Civil War sono abbastanza buone (su metacritic, l'aggregatore di critiche ufficiali nel mondo ci aggiriamo sul 75/100) e quindi perché non provarci ancora una volta?
Forse il cambio di regia e le critiche durissime ricevute da Age Of Ultron hanno fatto comprendere gli errori alla Marvel/Disney e finalmente potremo godere di un buon film, come lo era stato il primo Avengers.
Non chiedo tanto: non mi aspetto un Batman di Nolan o un Xmen: giorni di un futuro passato di Synger, solo un buon film, niente di più.
Dopo un'ora e un quarto sulla poltrona, all'accensione delle luci per quello che mi piace ancora chiamare la “fine del primo tempo” (e non l'anonimo “intervallo”) avevo la bava alla bocca e stavo per svenire.
Che due palle.
La prima ora e un quarto del nuovo Cap America (che poi a dirla tutta è il terzo Avengers) è una sequela ininterrotta di: botte (sempre rigorosamente tutte girate male), battuta, botte, battuta, spiegone, cambio scenario, introduzione di un personaggio, battuta, botte, spiegone cambio scenario, personaggio nuovo, botte, battuta, cambio scenario e botte e blablabla dicendo all'infinito.
Inizio secondo tempo.
Botte, battuta, cambio scenario (ma solo un paio dopo i dieci cambi repentini della prima parte), personaggio nuovo (ancora), botte, battuta, botte, battuta e finalone spiegone.
Capitan America: Civil War è la ripetizione ostinata di tutte le caratteristiche buone e cattive che hanno portato al successo i film dei Marvel Studios e che, abbastanza prevedibilmente, li porteranno nella tomba insieme ai gangster movie degli anni '30 e ai film di guerra dei '50 tra non so quanti anni.
Sinceramente non mi va di star qui a fare un discorso articolato su cosa non funziona in un film del genere, perché spremermi le meningi per mettere assieme una sintassi corretta, battute, citazioni, riferimenti, quando tutto ciò che mi è stato rifilato ieri sera poteva essere pensato in 5 minuti esatti da una persona normodotata?
Vi farò quindi uno sterile elenco delle prime osservazioni che mi vengono in mente, sicuro che dimenticherò qualcosa e mi pentirò della mancanza di voglia di questa recensione già tra qualche ora.
Quindi:


  • Troppi personaggi: era già un problema di Avengers: Age of Ultron, non si poteva davvero fare niente per rimediare? Era necessario riportare Occhio di Falco in campo dopo che lo si era mandato in (quasi) pensione dopo l'ultimo capitolo? Non lo si poteva lasciare li dov'era? É necessario avere ancora Vedova Nera che senza alcun superpotere o superarmatura non può assolutamente competere con nessuno dei veri supereroi? Va bene, per qualcuno sarà anche una strafiga e tutto quel che volete, ma il suo personaggio è inutile e i suoi doppi-tripli giochi han rotto le palle, lo dice anche Downey Jr. Siamo sicuri di voler vedere ancora Falcon che adesso comanda pure un drone toccandosi il braccino? Se vi siete lamentati per come sono stati introdotti i personaggi nuovi nell'universo Dc in Batman V Superman, siete sicuri di volervi esaltare per uno Spiderman scoperto su Youtube da Iron Man? E soprattutto: di tutti sti cazzo di personaggi, possibile che non ne muoia mai neanche mezzo? Almeno il nero simil-Iron Man per Dio (War Machine, che poi se non lo dico i fumettari s'arrabbiano)! Non lo si poteva far morire? Lo teniamo buono per un eventuale abbandono da parte di Downey Jr all'universo Marvel? Qualcuno ha notato che le inquadrature tanto volute dal superdivo di Hollywood col pizzetto più disegnato della storia, su Don Cheadle non funzionano? Qualcuno ha notato che l'effetto “I mercenari” si avvicina sempre di più ad ogni film? Una battuta e una scena d'azione per personaggio e via, si passa al prossimo; quando anche i budget cominceranno a calare causa perdita d'incassi fisiologica, Stallone sarà li dietro l'angolo a ridersela beatamente, pensando che almeno lui non si era mai preso troppo sul serio.
Oh cacchio basta, non ce ne stanno più nella grafica, fermiamoci!
                       
  • Troppi attori delle pelle: questo è un corollario della prima osservazione. É ovvio che se vuoi avere trentordici supereroi protagonisti in un film non puoi avere trentordici superstar. Dopo i primi Downey Jr, Ruffalo, Johansson, si è sempre cercato di andare su visi nuovi che costassero poco. Chris Hemsworth è sicuramente il capo di tutti questi bellocci incapaci di recitare (e almeno in questo capitolo ce lo siamo evitati), ma Chris Evans gli è sempre stato dietro di pochissimi passi, capace di cavarsela quando il film richiede una ed una sola espressione (il primo Cap, il fantascientifico Snowpiercer), ma assolutamente non in grado in occasioni come questa, quando il personaggio richiede cambi repentini di espressione che evidentemente non appartengono al nostro. Vogliamo parlare di Cap America che sfoglia il fascicolo delle Nazioni Unite (o un librone gigante, perdonate la poca precisione) con sopracciglia corrugate e mento alzato e fiero? Vogliamo provare a salvare qualcuno tra Don Cheadle, Sebastian Stan o Paul Rudd? No, perchè sinceramente io non ci riesco.
Un uomo entra in un caffè, "splash"
  • Troppe battute: basta basta BASTA. Abbiamo compreso tutti che il successo dei Marvel Studios sta anche nell'aver portato questa vena umoristica all'interno del cinefumetto, ma siamo sicuri che sia questa la strada da seguire? Non vi manca la serietà di Nolan o le giuste dosi di Synger? Ci sono momenti in questa sceneggiatura del cazzo (fatemelo dire almeno una volta) in cui il momento-battuta è talmente scontato che ti sembra di vedere lo sceneggiatore fare capolino dietro lo schermo e strizzarti l'occhio per dirti che si, ora devi ridere. E il problema, il problema grosso, è che qualcuno ride anche a tutti questi ammiccamenti, facendomi preoccupare sulla salute mentale dell'umanità intera. Il prossimo passo sarà la risata finta da sitcom inserita direttamente nella pellicola.
  • Le motivazioni che muovono i personaggi e il loro status pre e post-film. Facciamola breve e senza spoiler: Civil War non cambia nulla nell'universo Marvel. D'accordo si sono presentati un paio di personaggi in più e si è scoperto che Antman può diventare gigante, ma nella storia non cambia nulla. Se domani uscisse il nuovo film degli Avengers potrebbe tranquillamente riprendere il filo da Age Of Ultron dato che, nonostante tutte le premesse e gli spiegoni, il finale conciliatorio ha riportato tutto alla situazione iniziale.
  • Il cattivo: il cattivo di turno fa semplicemente pena. Vedere sprecato uno dei pochi attori buoni sullo schermo per un ruolo del genere fa schifo e le motivazioni che muovono il suo personaggio sono altrettanto ridicole. Se la più grande minaccia per i supereroi è un idiota che si vuole vendicare di qualche parente morto, siamo davvero alla frutta.
  • Spiderman: mi ha messo i brividi. Si lo so che il personaggio è finalmente fedele al chiaccherone dei fumetti e le battutine e la giovinezza e la testardaggine e tutto quel che volete, ma io un film intero con un personaggio del genere non lo voglio vedere. Mi ha fatto cadere le braccia in 10 minuti, non voglio immaginare 2 ore così.
  • Antman gigante. Se al Bagaglino avessero avuto gli effetti speciali, molto probabilmente avrebbero girato una scena del genere, con un uomo gigante che si muove al rallentatore e i minisupereroi che sparacchiano tutte le loro armi e le loro battute come se non ci fosse un domani. Poi magari al Bagaglino ci mettevano l'imitazione di Occhetto e Pamela Prati, ma l'effetto è quello.
  • Le scene d'azione: sono tutte uguali. Tutte, tutte tutte tutte uguali. Io non sono un regista, non ho studiato da regista e neanche ho mai voluto esserlo, ma siamo sicuri che l'unico modo di girare una scena d'azione sia muovere la camera forsennatamente insieme ai due protagonisti per dare più movimento ad un'azione già di per sé caotica? Alla decima scazzottata tra superomini viene il dubbio che i fratelli Russo abbiano ancora 10 anni e abbiano pensato alle scene d'azione muovendo i pupazzetti sul divano di casa loro. Possibile che persino Lo chiamavano Jeeg Robot avesse una “scena di pugni” migliore? Si, possibile.
  • La seconda scena dopo i titoli: ne ho le palle piene di aspettare 20 minuti di titoli per una scenetta inutile da 10 secondi.

E questo direi che è tutto.
Sicuramente mi sarò dimenticato qualcosa e il voto presente qui sotto non sarà così basso come qualcuno si può aspettare (semplicemente perché esiste vera e propria spazzatuta cinematografica e non è questa), ma penso di aver parlato abbastanza di tutto quel che non va in questo terzo capitolo di Cap America, fiducioso che nulla cambierà finché gli incassi saranno di questa portata, ma convinto che prima o poi se ne accorgeranno tutti.
Che a Hollywood gli sceneggiatori sono stati sostituiti da scimmie ammaestrate.

CAPITAN AMERICA: CIVIL WAR
REGIA: Anthony e Joe Russo
ANNO: 2016
GENERE: cinefumetto
VOTO: 5


sabato 3 maggio 2008

THE OTHER BOLEYN GIRL- L'ALTRA DONNA DEL RE

Dovrei scrivere qualcosa di Roma ma non ce la faccio in tre righe.
Troppe cose da dire, troppo troppo troppo.
Troppo meravigliosi quei tre giorni.
Ne parlerò più avanti.
O in un altro spazio.
Recensioni libere si allargherà molto probabilmente a nuovi orizzonti o ne nascerà una nuova costola.
Non so.
Fine dei deliri.
Ci sono ben due recensioni che aspettano solo di essere pubblicate: una mia e una di Leo.
Via alle danze!

Allora 3, 2, 1, ciak si gira!
Regista: Ma noooooo! Ma Scarlett ti ho detto mille volte che non puoi fare la ragazza sexy e conturbante in questo film come te lo devo dire?
(Scarlett con evidenti difetti di pronuncia dovuti alle sue labbra sproporzionate): Ma Justin come faccio? Io faccio solo film in cui sono una ragazza sexy e conturbante, non ho idea di cosa sia una ragazza normale!
Regista: Ma Scarlett tu non sei una ragazza normale! Tu sei innamorata del tuo Re! Conosci questa parola? Innamorata!
Scarlett: Cosa?
Regista: Innamorata! Sai quando due persone si trovano e si piacciono e senti il tuo cuore battere e dici: mamma mia questa è la persona giusta! E non ci vedi un difetto e sai che anche se ne avesse tu li ameresti perché lei è La persona giusta?
Scarlett con la faccia sbigottita: Che?
Regista con in mano due molliche di pane a forma di omino: Queste sono due persone….
Scarlett: mmmmhhhhh
Regista imbarazzato: Hai presente “The island”?
Scarlett: mmmhhh si, quello che c’era Ewan che correva per centinaia di chilometri senza fermarsi mai…che c’era di sicuro una scena al tramonto con due che si baciano che se no Michael Bay non è contento…si lo ricordo..
Regista: Ecco in quello in teoria tu dovevi essere innamorata di Ewan
Scarlett: Ah ecco….allora si ho capito!
Regista: Allora siamo pronti….3, 2, 1 ciak si gira!

Regista: Ma baaaaaaaaaaastaaaaaaaa

“L’altra donna del Re” non è un brutto film.
Ti appassiona, ti prende, ti angoscia nonostante tutti sappiano come andrà a finire e riguardo a costumi, scenografie e sceneggiatura non mostra punti deboli.
Ma.
Ma “L’altra donna del Re” purtroppo non è solo la storia romanzata (romanzatissima, romanzatona, megastraromanzata!) di quel trombone di Enrico VIII (evvai Dani, tu si che sai parlare di storia come un quindicenne…).
“L’altra donna del Re” è tre attori.
È Eric Bana.
Si quello che l’ ultimo film che mi ricordo c’era lui in un improbabile armatura che cercava di salvare dallo sfacelo più totale quella porcata mondiale che è Troy.
Quello che doveva rivaleggiare con Brad Pitt faccia di bronzo, polpacci d’oro e capelli bisunti e si faceva in quattro per salvare Orlando Bloom in versione “Il ragazzo più gracile e effeminato che l’epica di Omero abbia mai visto.
Quello che il penultimo film che mi ricordo non era nemmeno un film.
Era “Hulk”.
E io non so se qualcuno dei lettori ha visto “Hulk” ma io mi rifiuto di parlarne.
Con Ang Lee alla regia…. “Hulk”.
Che quando son uscito dal cinema mi chiedevo se ero andato a farmi prendere per il culo o semplicemente nel.
Che quando ho visto “Daredevil” ho potuto dire: “Io ho visto di peggio”.

Che quando ho visto che facevano il seguito che poi non è un seguito che se gli dici a Edward Norton che è un seguito da di matto e ti ammazza aprendoti la testa in due su un marciapiede, mi sono detto: “Ma peeeerchè? Ma soprattutto peeeeerchè?”
Ebbene si, Eric Bana è Enrico VIII.
È Scarlett Johannson.
Che si, ok, sei una femme fatale e hai le labbra enormi e rosse e tutti dicono che sei bellissima e bravissima e il fascino della diva e Scarlett di qui e Scarlett di là e chi la ferma più e “Vuoi mettere Scarlett Johannson? È il sogno di tutti” e se provi a dire che non ti piace prima controllano se sei uomo poi procedono tagliandoti la lingua.
Che si, sei una femme fatale e poi?
Prendete Scarlett Johannson e provate a metterla in una parte in cui debba mostrare un po’ di sentimento.
Ed ecco la faccia da porcello di Scarlett.

La Johannson gira TUTTO “L’altra donna del re” con questa faccia.
Senza esagerazioni, senza voler mettere il dito nella piaga, senza voler per forza trovare un difetto ma… non è possibile!
Ora provate a chiedervi come può essere un film girato da una ragazza che tiene costantemente questa faccia a metà tra il pesce lesso e il porcello intontito.
Cosa dovrebbe essere?
Amore?
Innamoramento?
Rincoglionimento precoce?
La Johannson diventa in “L’altra donna del re” un qualcosa ai limiti dell’ inguardabile che se dovresti in teoria parteggiare anche per lei, ti vien voglia dopo 1 ora di film di entrare dentro lo schermo e dire “Baaaaastaaaaa! Non se ne può più!” Svegliatela, tirategli uno sberlone, fate qualcosa ma vi prego toglietele l’espressione da pesce bollito!
Si, Scarlett Johannson è Mary Boleyn o come l’italiano insegna Maria Bolena.
È Natalie Portman.
Che rispetto alla Johannson parte in settima.
Sembra finalmente decisa a ritornare a recitare dopo essersi divertita a far la statua in Star Wars ed essersi rasata in “V per vendetta”.
Prendete un’ attrice di Hollywood, rasatela o fatela ingrassare e non ci sarà più bisogno che lei reciti.
“è ingrassata/rasata per un film!”
I giornali saranno tutti suoi, i servizi di Studio Aperto (quelli non dedicati al cane che ha battuto ogni record mangiando 10 salsicce in un giorno o alla famiglia distrutta del povero ragazzo Rumeno che blablablabla) e quelli di Cocuzza saranno tutti per lei!
Voi recitereste foste in lei?
Che bisogno c’è?
È ingrassata non vedi che è una grande attrice?
Che rispetto alla Johannson parte in settima per poi pian piano scalare fino alla seconda, alla prima e infine alla retromarcia.
Perché se la Portman almeno per la prima ora sembra decisa a riscattarsi, poi riesce a trovare anche lei la faccia giusta e via.
La Johannson porcello e la Portman Melita/Diavolita

La Portman si mette addosso una faccia da Lucignolo e chi la ferma più?
Regalatele un gioiello, confessate quanto la volete, sposatela, portatela a corte, fatela condannare a morte e si, lei avrà sempre e comunque quella faccia.
“L’altra donna del Re” è Eric Bana, Scarlett Johannson e Natalie Portman.
E una marea di comprimari tra i quali spiccano la prima regina e moglie di Enrico VIII e la madre delle due ragazze.
“L’altra donna del re” non è un brutto film.
Basterebbe non prendere dei lama della Mongolia orientale come suggeritori per il casting.
REGIA: Justin Chadwick
ANNO: 2008
GENERE: Storico (beh oddio…)
VOTO:7-
QUANTO ASSOMIGLIA ERIC BANA AL VERO ENRICO VIII: - 57
CONSIGLIATO A CHI: Vuole vedere un buon romanzo storico con almeno una protagonista non proprio nella sua parte ideale.