
Chiiiii? Cosaaaaa? Comeeeeee?
Sono appena uscito da un esperienza traumatizzante.
Ho visto “Revolver” di Guy Ritchie datato 2005, sua prima regia dopo il floppone (giustificatissimo) di “Travolti dal destino”.
Ecco ora io non so cosa girava nella testa di Guy al momento di mettere in scena “Revolver”, non voglio sapere cosa aveva fumato o si era preso, non voglio sapere neppure se era semplicemente arrabbiato perché nessuno aveva capito il suo splendido (?!) remake del film della Wertmuller prima citato e quindi aveva bisogno di dimostrare qualcosa.
“Adesso gli faccio vedere io a questi bambocci!” avrà pensato e subito dopo ha preso la camera in mano, ha chiamato l’ amico Jason Statham, l’ abbronzato Ray Liotta, il ciccio riccio Vincent Pastore, l’ uomo dal riporto più brutto del mondo Mark Strong e già che passava di li ci ha messo dentro pure Andrè Benjamin (Andrè 3000 degli Outkast).
Con l’aiuto di Luc Besson ha messo giù una storia che secondo lui poteva reggere e ovviamente non ha escluso nessuno degli elementi che lo hanno reso famoso: milioni di personaggi, una storia basata essenzialmente su un tizio di nome Jake che si incasina per aver fottuto (stiam parlando di un film di Ritchie e io parlo come i suoi personaggi dato che la visione è fresca, scusatemi) un boss mafioso (Macha, ovvero Ray Liotta) e che si compone, proprio come “Lock e Stock” e “Snatch” , di mille incastri e altrettanti colpi di scena.
Me lo vedo già tutto esaltato sulla scena, a far primi piani velocissimi, a cercare sempre nuovi pertugi dove mettere la telecamera e nuovi metodi per stupire lo spettatore.
Stanno giocando a scacchi? Ovviamente io piazzo la camera sulla scacchiera.
Stanno per uccidere qualcuno? Togliamo le immagini reali e sostituiamole con dei cartoni animati.
Stanno tutti aspettando Statham rasato? Facciamolo uscire alla prima scena con capello lungo unto e baffi.
Insomma Guy Ritchie torna a divertirsi e si vede.
La classica ironia che pervade ogni personaggio- scena- inquadratura lo dimostra ma Guy non si accontenta.
Lui vuole farci vedere che vale ben di più di un noir simpatico.
Ma “gli faccio vedere io” che cosa Guy?
Che cosa cazzo ci volevi far vedere?
Se nei primi 30- 45 minuti sei li che dici “finalmente è tornato il nostro compagno di bevute Guy” nonostante qualche rallentamento eccessivo e qualche pacchianata di troppo (e dai con sta musica classica contemporanea non puoi pretendere che ti prenda sul serio), dopo un po’ vedi che il regista comincia a darci giù di brutto con ogni intrico possibile e immaginabile.
Insomma al posto di risolverli come al solito, il marito di Madonna a metà pellicola decide che è ora di complicare il tutto, “che mica ve la cavate così facilmente stavolta!”
Eh già, peccato che da qui in poi non si capisce più nulla.
Guy ci prende gusto e si infila in cunicoli sempre più stretti di doppie personalità e citazioni da ogni dove (Machiavelli, guida degli scacchi, carta igienica di casa sua) in cui inevitabilmente non riesci a seguirlo.
Ci provi, perché alla fine ci sei affezionato a questo simpatico burlone inglese ma alla fine ti devi arrendere perché Guy sul finale non ci degna nemmeno di una spiegazione, butta li uno che si spara e chiude l’ obiettivo indispettito.
“Gliel’ ho fatta vedere io eh?”
Ma che cosa Guy?
Il film va abbastanza male al botteghino nonostante una citazione del “The Sun” inesistente piazzata sulla locandina (in realtà si trattava della recensione di un sito internet il cui nome conteneva all’ interno la parola Sun) e in Italia penso non sia nemmeno uscito in sala.
Insomma per Guy è un altro mezzo flop e nonostante “Revolver” non si avvicini minimamente alla bruttura di “Travolti dal destino” ora c’è il rischio di essercelo davvero perso per strada il buon Ritchie.
Tra citazioni, Kabbalah (pare che il film sia pieno di riferimenti alla Kabbalah come il numero 13 che per questa sorta di mistica religione segna l’età del passaggio all’ età adulta e che noi ritroviamo nell’ ascensore al momento dell’ avvenuta comprensione di sè da parte di Jake) e Madonna io non so davvero più che pensare di questa ex promessa inglese.
Mentre penso a Tarantino e al fatto che lui il vero azzardo non lo ha ancora tentato (chissà se ci proverà mai!) cerco di immaginarmi il prossimo “Rocknrolla” di Ritchie che dovrebbe uscire nelle sale il prossimo anno e che vedrà protagonisti Gerard Butler, Tom Wilkinson e Thandie Newton e che ovviamente metterà al centro la storia di un malvivente russo e i suoi loschi affari con i gangster (saranno milioni come al solito) della zona.
Statham è dato per assente.
Chissà se si è montato la testa con gli ultimi successi action (e farebbe bene!) o se semplicemente ha iniziato a sentir puzza di morto intorno a Ritchie.
Io ancora ci spero, sono curioso di vedere che strada intraprenderà Guy, se si infilerà in cunicoli sempre più stretti o se uscirà di nuovo all’ aria aperta a farsi di nuovo una bevuta con noi.
UPDATE: Guy Ritchie ha recentemente dichiarato che il film dopo Rocknrolla sarà un film di guerra. Io attendo Rocknrolla poi vi dico se c' è ancora da fidarsi!
REGIA: Guy Ritchie
ANNO:2005
GENERE: Noir a là Guy Ritchie (i primi due film li avevo indicati come pulp ma, mentre già in Snatch si faceva fatica a trovare la vena pulp, qui non ve ne è nemmeno l’ ombra).
VOTO:6 (di incoraggiamento perché comunque i primi 45 minuti sono godibili. Comunque sarebbe un 5- 5,5)
QUANTO FA STRANO VEDERE STATHAM COI CAPELLI: 10
CONSIGLIATO A CHI: non ne ho idea. Consigliato a chi vuole sfidarmi per vedere se lui riesce a capirci qualcosa!




